Selvaggia Lucarelli smaschera Juice Plus, le coach e i beveroni!

Con un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, Selvaggia Lucarelli ha “scoperchiato” il mondo delle vendite online di prodotti dimagranti e in particolare della società Juice Plus, sulla quale ha promesso di andare a fondo. Ecco gli ultimi aggiornamenti!

Alcuni giorni fa Selvaggia Lucarelli aveva scritto sul Fatto Quotidiano un articolo su Juice Plus, un sistema di vendita online di barrette e beveroni per dimagrire con il sistema del multilevel marketing.

Vi riportiamo qui l’articolo:

Qualche settimana fa mi sono imbattuta in un post su fb di una ragazza di Ravenna, tale Cristina, che a corredo di un suo selfie con tre signore visibilmente in carne sullo sfondo, aveva scritto “Festa di fine anno della scuola di mia figlia. Mamme, iniziate Slim and F., altrimenti i vostri mariti si girano a guardare altre mamme più curate!”. Seguiva uno scambio di battute con un’altra ragazza che confermava come durante la festa della scuola, i mariti delle altre guardassero loro due belle e magre e non le proprie mogli. La storia è finita in tragedia, con la scuola che l’ha convocata, minacce di denunce, lei che si è detta distrutta, un oscuro “ho perso il lavoro, sono disperata.”.

La faccenda mi era parsa surreale. E’ vero che ormai, se sei scemo, grazie ai social hai il privilegio di farlo sapere rapidamente a tutti, ma in questo caso non capivo come fosse possibile che una madre si fosse esposta in maniera così fessa, dileggiando docenti e madri della scuola della sua bambina. Poi, in un’intervista successiva, Cristina, alla domanda “che lavoro facevi?” ha dichiarato: “Non voglio dirlo. Chi mi dava lavoro non è un’azienda ma una sorta di stile di vita! Le mie clienti mi ringraziavano, mi dicevano “Tu sei tutte noi!”.”

A quel punto, ho capito che c’era qualcosa di strano. E ho scoperto il magico mondo “Juice plus”, di cui Cristina faceva parte e sul cui nome ha deciso di sorvolare (forse) perché il marito lavora nella guardia di finanza (e di questo parlerò più avanti). Vi ricordate Herbalife, la faccenda del marketing piramidale e l’esercito di invasati che giravano con adesivi sul cofano dell’auto, spillette e opuscoli motivazionali che al confronto i venditori ambulanti di Bombay sono persone schive? Ecco, oggi la storia si è evoluta ed è nata Juice Plus, che usa i social per espandersi, rincretinire le Cristina sparse per il mondo e, ovviamente, guadagnare un sacco di soldi spillandoli a chi vuole dimagrire. La Juice plus è una azienda americana che vende sia sostitutivi dei pasti a base proteica che multivitaminici. Naturalmente, a prezzi imperdibili.

E tramite network marketing. Sette barattoli di capsule denominate “Miscela bacche” o “Miscela verdure”, per dire, costano 319 euro, ma ci sono anche i soliti beveroni al cioccolato alla vaniglia e le minestrine chiamate “vegetable soup” che fa più figo. Fin qui, la solita solfa. Ne compri un paio e dopo due mesi sono ancora nell’armadietto della cucina con le farfalle da dispensa che gli girano intorno.
La novità sta nel fatto che Juice Plus non si limita a vendere prodotti ma recluta venditori col classico sistema di marketing multilivello (prendi provvigioni anche dalla rete dei tuoi sottodistributori) indicando come bisogna comportarsi sui social. I profili dei venditori Juice Plus sembrano un inquietante esperimento di lavaggio del cervello ai danni di studentesse, mamme, casalinghe a cui viene data una lista di cose da pubblicare per sembrare magre, felici, vincenti e soprattutto benestanti grazie al lavoro dei sogni: vendere beveroni.

Le bacheche cloni prevedono pubblicazione di tot post al giorno con frasi motivazionali alla Osho del Tufello, di foto sorridenti con i figli perché vendere beveroni ti permette di lavorare da casa, ritratti di cibi sani e colorati, foto di scambi su whatsapp con le clienti che ti ringraziano perché erano grasse e infelici e ora grazie a te hanno il culo di Belen e la pace interiore del Dalai Lama.
E poi consigli dietetici, foto fuffa del prima e del dopo, mamme che lodano le altre mammine. C’è perfino quella che scrive “Lavoro online e grazie a Juice Plus posso fare i lavori di casa con le mie manine senza delegare! La mia casa voglio tirarla a lucido io stessa!”. C’è la tizia che pubblica le foto in perizoma della figlia tredicenne per far vedere quanto è dimagrita.
E poi bisogna lasciar intendere che a vendere capsule ai mirtilli si guadagna bene, benissimo, quindi foto con nuovi acquisti e borse firmate. Il fatto che nessuna di queste tizie sia una nutrizionista o dietologa naturalmente è un particolare non trascurabile. Eppure, a leggere forum, bacheche e scambi tra consumatrici e rivenditrici, i consigli dietetici e alimentari sono una costante, pure se fino al giorno prima facevano le commesse alla Upim. Nel loro curriculum, del resto, alla voce lavoro c’è “Trasforma la tua vita adesso” , “Volere è potere”. Ognuna delle venditrici possiede un codice.

Se ti convincono a comprare qualcosa online, tu utilizzi il loro codice. Loro guadagnano il 10%. Dai mille euro in su di venduto, la loro provvigione aumenta. Ci sono ingegneri, commesse e dipendenti comunali che si sono licenziati per inseguire il sogno Juice Plus. Quelli che vendono molto creano il loro team di distributori e diventano “president”. La caratteristica dei president è ostentare. Far sapere che sono i king dei beveroni e che grazie alle minestrine liofilizzate rischiano di finire sulla copertina di Forbes. Il team “Unstoppable” è quello dei più esaltati, la frangia più delirante. Dentro c’è Claudio Capozza che pubblica le foto della sua Porsche fiammante con scritte tipo “Sei già dentro al miracolo!”.

Ci sono anche i due fondatori ex camerieri e informatici di “Unstoppable”, i fratelli Stefano e Andrea Orrù, che pubblicano le foto della casa con la piscina che si sono comprati grazie a Juice Plus ricordando che ce l’hanno fatta grazie alla “scintilla di libertà” che hanno intravisto nei beveroni. Se sei nel team “unstoppable” sui social devi fare quello che ti dicono loro. Se non lo fai, sei espulso.
Chiedo a M., una rivenditrice, come avvengano i pagamenti. “Ci paga una filiale svizzera (ma guarda il caso), ogni 10 del mese sono puntualissimi con il bonifico.”. Domando se l’azienda richieda la fattura o la ritenuta d’acconto prima di fare un bonifico. Mi risponde che no, sta alla correttezza del singolo dichiarare i soldi al fisco. “E comunque chi guadagna davvero sono quelli tipo gli Orrù, chi sta al vertice, visto che chi compra Juice Plus sono migliaia e migliaia di persone…”, aggiunge. Insomma, un’orda di casalinghe che si improvvisano nutrizioniste, un esercito di invasati che si fomentano reciprocamente a meeting motivazionali con finti premi e celebrazioni da notte degli oscar, un sistema di marketing piramidale che in teoria sarebbe anche vietato dalla legge e guadagni che finiscono dritti sul conto con una percentuale di nero tutta da verificare. Del resto, si parla di diete e si sa, il nero sfina.

La vicenda ha scatenato talmente tante reazioni da spingere Selvaggia ad approfondire la storia, per vederci più chiaro. Ma intanto c’è stata anche la risposta della società Juice Plus:

Naturalmente si è aperta una inchiesta e mentre aspettiamo gli sviluppi, riportiamo questo post di Selvaggia dedicato a loro, alle coach, alle donne che hanno come scopo quello di motivare le clienti a perdere peso, ma soprattutto, a comprare pasticche e beveroni. Eccolo per intero, leggete perché ne vale la pena:

Su tutto quello che di torbido c’è su Juice Plus mi riservo di scrivere a inchiesta terminata.

Nel frattempo però, voglio dire una cosa alle DONNE. Alle VENDITRICI Juice Plus. Alle coach, alle “president”. A quelle tante donne trasformate in soldatini tutti uguali come i soldatini della Corea del Nord che vediamo sulle loro bacheche ricordarci quotidianamente quanto siano sane, felici, ricche, fighe, magre, realizzate con foto e slogan e hashtag e argomenti tutti uguali, come suggerito dai capetti più in alto. E in parte ahimè dall’azienda.

Fate tanto le emancipate. Le donne in carriera. Quelle che facevano le casalinghe in sovrappeso e ora si ritrovano “imprenditrici di me stessa”. Quelle che ora si portano l’ufficio in piscina (capirai che affare, io almeno quando vado in piscina il lavoro lo lascio a casa), quelle che ora hanno il tempo per stare con i figli, mica come le mediocri che li lasciano ai nonni o al nido perché magari lavorano fuori casa dopo essersi prese lauree o specializzazioni. O in un ufficio da impiegate perché preferiscono alzarsi la mattina alle sette tutta la vita anziché (con probabilità che si aggirano intorno allo 0,3 %) guadagnare due soldi recitando la parte delle donne perfette su fb. E sfilando soldi a migliaia di altre donne con modalità discutibili.

Fatela finita di mettere foto copertina coi collage di foto allegre e sane come vi hanno detto. Fatela finita coi vostri buongiorno e foto d’archivio di frullati e cereali e le foto di prima e dopo improbabili e di panorami e buste dello shopping e vacanze di lusso.
Una donna di successo sarebbe questo prototipo di sfigata qui? Una che parla solo di chili persi, una per cui il parametro della felicità è la macchina nuova e la borsa firmata, le vacanze col piscinone e le foto allo specchio, le chat in cui si parla di girovita, le zoom in cui c’è una che ha fatto la quinta elementare che vi insegna come raggiungere i vostri traguardi, ad avere la VISION, lei che manco ha avuto la vision per prendersi un diploma?
Queste sarebbero le donne emancipate?

Guardatevi intorno e guardate la vostra bacheca. Vergognatevi almeno un pochino dell’immagine della donna che rappresentate, quella che pensa solo a entrare in banca e in una taglia 40. Vergognatevi almeno un pochino dell’immagine che state propinando a amici, parenti, a gente che non vi riconosce più.
Gente che vi ha conosciute NORMALI, vi ha conosciute come donne che erano mamme o semplici lavoratrici con la loro verità di una foto in pizzeria o sul divano di casa o in un ufficio anonimo o in una spiaggia a riccione con la pancia piatta o la panza di fuori e con i figli che piangono sullo sfondo , e ora vi vedono totalmente rincitrullite a parlare solo di stili di vita e acqua detox e dei vostri sogni che evidentemente erano soldi e magrezza.
(soldi e magrezza che per giunta spesso e volentieri manco avete, visto che è pieno di foto ritoccate, di risultati ottenuti a suon di liposuzioni e di buste dello shopping col polistirolo dentro)
Siamo donne, possiamo essere migliori di tutto questo. E possiamo ricordare alle altre donne un messaggio opposto a quello che lanciate voi: che la felicità non passa attraverso due cosce senza cellulite.

E poi fatevelo dire. Lasciate in pace i bambini. Continuate a spammare ‘ste povere creature per vendere beveroni e insegnate pure alle altre donne, quelle sfigate che li lasciano ai nonni per andare in ufficio, quanto siete brave voi che lavorate da casa e avete il tempo per loro? Ma i vostri mariti dove stanno? Davvero vi consentono tutto questo? Davvero il mito di diventare milionarie vendendo barrette vi rende capaci di sfruttare l’immagine dei vostri figli con questa compulsione perversa e opportunistica?

E poi. Al di là del fine ultimo che é fare i soldi- cosa pure legittima se non fosse che in questo caso avete più probabilità di arricchirvi comprando un gratta e vinci- io provo davvero un profondo disprezzo per il vostro mezzo.
Il mezzo per arricchirvi è puntare le donne. Altro che emancipazione. Cercate quelle fragili, quelle grassocce, quelle da circuire, quelle a cui vendere, quelle da inserire nella rete come venditrici perchè trovare nuove venditrici è il cuore del business belle mie (non lo avete capito? Sveglia!) e se sono deboli, insicure, con l’autostima a pezzi perché sono sole o affaticate o sono nella delicata fase gravidanza e post gravidanza in sovrappeso o “con le energie basse” come suggeriva uno dei vostri amati coach facendovi la lista delle sfigate da accalappiare, meglio ancora.
Belle polle da spennare. Da convincere a comprare pacchetti, con le vostre domande e risposte già scritte, che dovete solo copiare dal vostro file “lista obiezioni”.

E vi spacciate per quelle che vogliono AIUTARE LE DONNE. Come no, ad avere un problema in più: perdere pure dei soldi.
Il tutto, facendo le esperte di diete e alimentazione e stili di vita pure se fino a ieri imbustavate la mortadella o facevate le hostess (senza offesa per nessuna delle due categorie, con molta più dignità e professionalità delle venditrici di sogni di sta cippa)
Avevate il sogno di arricchirvi facendo dimagrire le donne?
Bene. Allora forza, alzate le chiappe e andate a studiare per prendervi una laurea in scienze dell’alimentazione. Diventate nutrizioniste. Dietologhe.
La laurea vi costa meno e potete studiare da casa, come con Juice Plus!
Riguardo poi quelli che invece sono medici davvero e che vendono Juice Plus, con tutto l’albero genealogico che vende Juice Plus a dimostrazione di deontologia professionale e zero conflitti di interessi, beh, manco mi pronuncio. Ci penserà chi di dovere, al limite.

Per il resto, ragazze belle. Volete AIUTARE le donne che hanno problemi ad accettarsi? Alzate il culo e andate a studiare psicologia, a studiare i disturbi alimentari.
I soldi li farete lo stesso, ma retribuite con onestà di intenti e per fare un lavoro senza finzioni e corsi per imparare a spillare soldi senza competenze.

Infine, fatemelo dire.
Se già tutto quello che ho detto non fosse abbastanza deprimente per il mondo femminile che ahimè qui è vittima e pure carnefice, guardate la bella gerarchia in Juice Plus. I capi veri, quelli che sono arricchiti con questi giochetti subdoli, sono tutti uomini. Le poche donne che hanno fatto i soldi sono le fidanzate e mogli di. Le amiche di. Sì, non solo. Ma ai vertici ci sono uomini.
Non approfondisco quest’ultimo tema perché meriterà un discorso a parte, ma davvero vi do un consiglio spassionato. Riflettete su quello che state facendo e sappiate che se prima, guardando le vostre bacheche, ci si interrogava su che diavolo vi fosse successo, ora lo sappiamo più o meno tutti: non siete impazzite. Avete subito un bel lavaggio del cervello. E tentate di farlo alle altre. Pensate di diventare ricche arricchendo chi è molto più furbo di voi. E vendendo “un sogno” a chi è molto più fesso o debole di voi.
Che mestizia.
Una mestizia davvero #unstoppable

Bravissima Selvaggia!

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Autore dell'articolo: Raffaella Ponzo

Scrivo cose...

43 commenti su “Selvaggia Lucarelli smaschera Juice Plus, le coach e i beveroni!

    Giuseppe Lanzafame

    (luglio 18, 2018 - 9:23 pm)

    Gentile redazione,
    Mi presento sono Giuseppe Lanzafame, sono un imprenditore e non un networker. Ho avuto modo di leggere il vostro articolo, in cui appiggiate la visione della giornalista Selvaggia Lucarelli. Ci tengo a precisare, che non so praticamente nulla del mondo Juiceplus, ma vorrei spezzare una lancia a favore del network marketing. Credo fermamente che prima di pubblicare un articolo bisogna documentarsi, e ci tengo a precisare che il network marketing è un sistema distributivo alla pari del franchising della vendita diretta, del GDO e del web marketing. Ha una crescita del 300% l’anno e importanti università hanno ampiamente studiato il fenomeno, la Bocconi con la professoressa Guerini, e l universita Harvard. È un sistema distributivo assolutamente moderno, di cui ne sono assolutamente consapevole che per anni abbiamo subito. Il network marketing non è altro che il passaparola, di cui ognuno ha ampiamente usato senza mai aver avuto un tornaconto personale. Neanche una parola su chi ha utilizzato il sistema in maniera illegale, ma esistono grandi e importanti aziende che lo utilizzano, mi viene in mente worwerk con il suo folletto o il Bimby, ne vogliamo parlare? Si è mai chiesto perché un’azienda del genere con un prodotto così prestigioso utilizza il sistema del network marketing? O ancora Stanhome, o Tupperware, o Avon… Aziende che in periodi di grandi flessioni economiche crescono a ritmi di doppie cifre!! Credo che una giornalista dovrebbe prima documentarsi sul fenomeno, e magari avere Delle basi di economia, per puntare il dito verso qualche azienda, che in maniera del tutto legale (il network marketing è regolamentato dalla legge 173/05). Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, tutte le aziende funzionano operanti nel settore sono sostituti d’imposta, fino alla quota di 7000 € di provvigioni l’anno lordi (cifra che nn sono certo). Superata tale soglia è necessario che il networker apri una normale partita iva, e come tale sarà sua premura la dichiarazione dei redditi.
    La mia non vuole assolutamente essere una critica, ma credo che bisogna documentarsi e approfondire gli argomenti prima di puntare il dito verso qualcuno o qualcosa.. Su persone che si mettono in gioco, creando qualcosa, beveroni o no, di assolutamente straordinario. Siamo all’interno di network senza rendersi conto, Facebook è un network, instagram. l’INPS, l’ordinamento giuridico, le aziende, persino la chiesa, sono sistemi piramidali che subiamo tutti i giorni senza rendersene conto.
    Vi auguro un buon lavoro, che sia costruttivo per tutti!!

      Antonello Meloni

      (agosto 4, 2018 - 4:49 pm)

      Signor Giuseppe lei parla lodando il network marketing e le infinite aziende che lo praticano, non centrando il punto. Vede, io sono un farmacista, uno che ha studiato anni e si è specializzato, lavorando, solo dopo, in un settore dove il consiglio professionale e le responsabilità hanno una valenza giuridica e penale anche grave in caso di errore. Accetto tale responsabilità conscio del fatto che ogni scelta va fatta nell’interesse del paziente! Possiamo dire che il sistema che la signora Lucarelli ha commentato, ha lo stesso approccio ad un problema, quello del sovrappeso, (nelle sue varie implicazioni fisiche e psicologiche) che può avere un professionista accreditato? Ci sono persone, che non avendoci studiato su, credono si possa dimagrire in modo sano con rimedi Di cui si ignora il meccanismo d’azione o gli effetti collaterali. Mica siamo tutti uguali! Le esperienze farmacologiche non sono mai sovrapponibili in senso assoluto quando si analizzano più individui. Dietro ciò ci sono tante e troppe variabili che vanno studiate con metodo. Per proporre una dieta, vendendo prodotti, ci vogliono delle competenze e questo sistema che la signora Lucarelli descrive si esplica all’interno di un limbo normativo che andrebbe quanto meno ridimensionato. Sono stanco personalmente (e lo siamo un po’ tutti noi esperti del settore) di essere contraddetto da persone che non hanno la preparazione per farlo. Non è un problema di Lesa maestà ma un concreto pericolo per la salute.

        KETTY

        (agosto 7, 2018 - 12:06 pm)

        Perdonatemi!!!! Quando vengono venduti questi benedetti pasti sostitutivi in farmacia?!? Poi seguite le persone???? Quando o una persona segue una dieta presa da una rivista, è seguita da qualcuno???Oltretutto non diamo nessuna dieta ma consigliamo di mangiare più sano! PUNTO! Ma ognuno sarà libero di scegliere come perdere peso??Posso dare ragione su chi svolge il lavoro in modo poco appropriato dicendo fesserie, da che mondo è mondo ovunque c’è chi lavora bene chi lavora male…. Poi dire che fanno male e fanno venire la tiroide(detto da alcune ex clienti) !Cosa mi dice a riguardo? Visto che anche le farmacie vendono questi pasti i sostitutivi! Mi illumini la prego!!!!

          Caterina

          (agosto 9, 2018 - 2:27 pm)

          Ha veramente scritto “che fanno venire la tiroide”???

            silvia

            (agosto 9, 2018 - 6:13 pm)

            io credo che ognuno di ni sia in grado di capisce e scegliere come vivere e cosa mangiare…ma non e’ di sicuro pubbicando foto di frullati,centrifughe e annessi e connessi,senza avere un titiolo di studio appropriato,che invogliate la gente “normale” a seguirvi….se io volessi dimagrire o seguire uno stile di vita appropriato a me ( e quindi non una cosa che,se fa bene a te devi venderla a me),mi affiderei ad un professionista….anche a me hanno cercato di vendere questo prodotto…peccato che io ho una malattia per cui la linea di Juice Plus non fa per me ( come non faranno al caso mio anche altre marche,non discuto)

            Elena

            (agosto 10, 2018 - 2:27 pm)

            Purtroppo temo di si

            Tella

            (agosto 19, 2018 - 10:21 pm)

            O certo che l ha scritto 👌🏻
            No ma dico. Riprendetevi il cervello

        Daniela

        (agosto 7, 2018 - 2:01 pm)

        Mi scusi signor Giuseppe Io sono una venditrice bimby e mi perdoni ma l’azienda non fa network marketing è vendita diretta assolutamente un’altra cosa. Neanche Tupperware e Stanhome sono network marketing ma VENDITA DIRETTA. Come la maggior parte delle persone confondono questa grande attività . Il network marketing business del 21 secolo viene scambiata per vendita diretta.

          Antonello Meloni

          (agosto 7, 2018 - 4:07 pm)

          I pasti sostitutivi in farmacia, come qualsiasi prodotto del genere, sono approvati dal ministero e consigliati da un professionista. Detto ciò a me personalmente non piace questo tipo di dieta, in quanto si distacca dal modo convenzionale e sano di mangiare!”Ognuno è libero di dimagrire come vuole?” questo lo dice lei! Esistono protocolli di consiglio e professionalità specifiche atte ed abilitate a farlo. Lei crede di poter padroneggiare u mondo molto complesso e sinceramente, se non è un medico, un farmacista, un dietologo o un nutrizionista, per legge non lo può fare. le è chiaro il concetto? Mi spiega esattamente quale pasto sostitutivo venduto in Farmacia provoca disfunzioni tiroidee (la tiroide la abbiamo tutti dalla nascita)? Mi citi un esempio: marca e composizione e soprattutto, dato che lei da consigli, mi spieghi l’effetto scatenante! Anche i professionisti possono sbagliare, non dico il contrario, si figuri persone improvvisate che danno consigli a chi ha un problema! Secondo lei non è un abuso di professione? Con la stessa faciloneria io da domani, siccome sono bravo con i lego, faccio l’ingegnere!

          Franca Bori

          (agosto 10, 2018 - 9:22 am)

          Dopo la vendita diretta, c’ il passaggio di crearsi un team
          Così come è normale che sia
          Si fa anche nella vita privata

          Le aziende hanno il loro team di dipendenti sui quali guadagnano ma vengono pagati sempre allo stesso modo.

          Tutte le venditrici di Bimby Tupperware Amaway è così via sanno che per guadagnare di più si devono creare un team.

          Suvvia, non facciamo gli ipocriti!

      Antonello Meloni

      (agosto 4, 2018 - 5:51 pm)

      Ho letto l’articolo ed i commenti. Premetto che sono un Farmacista. in questi ultimi anni vedo un dilagare, nelle diverse forme di proposta (network Marketing, vendita on line, vendita porta porta) di diete o proposta di prodotti della salute con una deriva che andrebbe regolamentata piuttosto che tollerata. Il punto è che il problema del sovrappeso ha diverse implicazioni e cause che toccano aspetti fisici-metabolici e psicologici molto complessi e che pertanto non si risolvono con un beverone o delle pastiglie. Non può valere il motto “io sono dimagrito così…fallo anche tu”! Ci sono sistemi, diete e vere e proprie terapie che solo i professionisti abilitati possono consigliare. Chi si occupa di ciò (medici, farmacisti dietologi e nutrizionisti), lo fa assumendo la responsabiità penale delle proprie scelte, effettuando il proprio lavoro nell’interesse del paziente. Se so, ad esempio che alla base del disturbo del peso ci sono disfunzioni tiroidee evito di consigliare prodotti che agiscano a tale livello. La dieta sana e l’attività fisica proporzionate alle esigenze personali sono un metodo auspicabile per dimagrire, tutto il resto è quanto meno una forzatura! Vi pare normale perdere peso senza far nulla? Lei signor Giuseppe, che parlando di Network Marketing virtuosi, mi fa l’esempio del Bimby trascura la differenza fondamentale: non c’è in gioco la salute! Non si critica il multilevel Marketing in quanto tale, semplicemente sarebbe giusto, come dice anche la signora Lucarelli, che certi lavori venissero svolti dai professionisti e soprattutto che si creasse una legge ad Hoc di regolamentazione di un mondo che in certe sfere gode del cosiddetto “limbo legislativo”!

    Raffaella Ponzo

    (luglio 19, 2018 - 12:22 pm)

    Gentile Giuseppe,
    nell’articolo della Lucarelli per il Fatto, che noi qui abbiamo riportato, il dito non è stato puntato contro il sistema del Network Marketing, ma è stato messo in evidenza un fenomeno assolutamente nuovo e a tratti ridicolo.
    Cioè l’uso dei Social e della propria vita, del privato, per vendere, una specie di divulgante The Truman Show, rendendo il benessere, l’allegria, la famiglia, l’amore, i nuovi acquisti costosi, una forma di esibizionismo per mostrare appunto, quanto è bella la propria esistenza per catturare l’attenzione dei nuovi possibili clienti. Tutto questo con post che sembrano costruiti in batteria, tutti uguali, tutti patinati.
    Il secondo punto, riguarda il fatto che le venditrici non si limitano solo a pubblicizzare dei prodotti per venderli, ma anche a mettere in atto diete, senza avere il titolo di studio per farlo. E’ vero che un integratore lo posso comprare anche al supermercato, ma poi la commessa non mi manda i messaggi su Whatsapp per dirmi cosa e quanto devo mangiare.
    Credo che questi siano i punti che segnano una discrepanza tra la la JuicePluss – e in generale tra i prodotti usati nelle “diete social” – e gli altri marchi da lei citati: Avon, Folletto, Bimby, ricordo anche i cosmetici Several e tanti altri.

    Roberta

    (agosto 3, 2018 - 6:12 pm)

    Non conosco il mondo Juis plus,ma il network marketing invece lo conosco bene. Credo che la Lucarelli non sia al corrente del fatto che non è una piramide,semmai è proprio il meccanismo opposto, dall’articolo traspare questo. Il network marketing è un sistema legale,basato sulla vendita di prodotti. Le provvigioni derivano dalle vendite e non dalla quantità di persone che entrano nel network(come la piramide), alla quale viene calcolata la provvigione per differenza… vabbè,ci vorrebbe un articolo lungo come quello della Lucarelli per spiegarlo nel dettaglio. Cmq oltre ad aver capito che lei non condivide i modi con la quale questa azienda lavora,non capisco cos’è che avrebbe smascherato.

      Barbara

      (agosto 7, 2018 - 9:17 am)

      Tralasciando il sistema piramidale o no, forse non ha capito che c’è in “gioco” la salute… E la salute non è un “gioco” meditate gente!!!

    concetta

    (agosto 4, 2018 - 10:07 am)

    Salve è da tre anni che uso i prodotti della juice plus ….. Concordo con l’articolo che ha scritto e volevo informarla che da tre anni che usavo questi prodotti mi hanno rovinata il metabolismo ,e da un paio di mesi che non stavo bn e ho smesso di prendere questi prodotti alla fine dopo visite mediche tre settimane fa ho scoperto di avere una tiroide IPO causata da un alimentazione male ve lo giuro che sto passando un periodo non bello con alti e bassi salute non buona con tante cause ….. Ho buttato tutto nella pattumiera vi confesso che in un mese ho preso 15kg ,la sera ho mandato un email alla ditta dove raccontavo il mio accaduto dopo due giorni mi hanno risposto che volevano documentazione del mio problema …… Ho chiesto in giro ad altre persone che usavano questi Prodotti alcuni sn dimagriti ma anche persone che sono state male come me ….spero che la mia testimonianza sia di aiuto a tante persone .

    Alessandra

    (agosto 5, 2018 - 2:43 pm)

    Brava s Selvaggia

    Rosalba

    (agosto 5, 2018 - 9:22 pm)

    Mi vergogno a dirlo ma anche io ho provato almeno 3 aziende di questi prodotti x dimagrire epur seguendo le istruzioni facendo 5 km al giorno è mangiando dietetico al massimo ho perso 800 gr .
    Pensi devo perdere 7/8 kg ho 60 anni credo che sia arrivato il momento che qualcuno fermi queste persone
    Ho chiesto giustificazioni perché non perdo peso uno ha detto che i miracoli non li fanno è un altro mi ha detto che chi deve perdere poco peso deve almeno fare due cicli ….beh io ho lasciato perdere è spero proprio che gli sia dato il ben servito
    Viva la signora Lucarelli

    Daniela

    (agosto 6, 2018 - 9:07 am)

    In un mese 15 kg? E non ti è venuto minimamente in mente che c’era qualcosa che non andava? Io da un nutrizionista li ho persi in 8 mesi, ma senza rischi… La salute è importante. ne è valsa la pena perdere così velocemente 15 kg per ritrovarsi con Seri problemi di salute? Al di là del mio pensiero su questo tipo di commercio, che secondo me è piramidale,( giratala come vi pare) vendete pentole, bimby, aspirapolveri, prodotti per la casa…. Che vi pare, ma lasciate stare la salute che qui non si scherza.

      Silvia

      (agosto 7, 2018 - 1:26 pm)

      Ha scritto di averli presi, non persi, dopo aver smesso i prodotti. Che comunque l’hanno rovinata.

    Ale

    (agosto 6, 2018 - 12:15 pm)

    Grazie per smascherare questi imbroglioni! Personalmente conosco una tipa che pubblica i suoi cambiamenti grazie al programma ma omette di dire che ha fatto la liposuzione, l’ addominoplastica e ha rifatto il seno!

      stefano

      (agosto 7, 2018 - 12:02 pm)

      Ciao Daniela, 15k in 8 mesi mi sembra un po troppo poco.. no so che tipo di dieta hai fatto ma io con la Chetogenica (seguito ovviamente da una dottoressa) ne ho persi 9 in 3 settimane rimettendo tutti i miei valori al proprio posto. Ero un obeso a rischio infarto… insomma percorsi differenti ce ne sono, non tutti sono adatti a tutti ovviamente, ma si può migliorare senza grossi sacrifici.

    Domenico

    (agosto 6, 2018 - 12:17 pm)

    Mia moglie un paio di anni fa si lamentava del fatto di essere un pò sovrappeso, per aiutarla decisi di prendere un appuntamento insieme a lei ( per la cronaca io non ne avevo bisogno) con una nutrizionista (con tutti gli attestati di legge, dalla laurea e via via). Alla modica cifra di 75€ più il ticket per vari esami, circa 25€, un’intervista per sapere abitudini e dieta alimentare mia moglie mettendoci impegno e serietà, senza grossi sacrifici, in 6 mesi rientrò nel peso forma perdendo ben 13 KG.
    Direi i migliori 100€ spesi per la sua tranquillità e salute. Ho voluto raccontare questa esperienza per ricordare che non serve un grosso impegno economico per perdere peso, piuttosto serve volontà ed affidarsi a professionisti qualificati.

    Mariangela

    (agosto 7, 2018 - 10:04 am)

    La Lucarelli penso che, come me e tante altre, è preoccupata di più per la salute di queste persone che usano questi prodotti. La sua non è invidia per il network marketing anche perché credo che non ha bisogno di denaro! La salute prima di tutto.

    IO

    (agosto 7, 2018 - 1:05 pm)

    Sono un Agente Rapp. Commercio, per poter diventare tale ho dovuto frequentare un Corso riconosciuto, ho sostenuto esame e mi fu rilasciato Attestato e mi iscrissi al Ruolo (albo) presso CCIAA, sia precedentemente al corso e sia dopo mi fu offerto lavoro multilevel multimarketing, dovevo pagare per avere contratto, poi dovevo acquistare merce e rivenderla, e se non riuscivo a vendere erano affari miei….,durante i colloqui affermavo del corso e dell’iscrizione a ruolo, e controparte parlava di carriera…., e si andava…, appena nominavo ENASARCO…. mi congedavano…, 20 anni fa ho partecipato a riunione HerbaLife, e c’era gente ke diceva ke in un mese incassava £ 3.500.000, avvero il triplo di uno stipendio medio minimo…, io kiedevo inquadramento Enasarco e mi rispondevano INPS (?)…., non ho mai iniziato, e la persona ke mi invitò dopo qualke tempo lasciò perdere…., in questo genere di vendita parekki disoccupati inoccupati, e anke lavoratori tentano e dopo averci rimesso lasciano perdere, ma i ragazzi i giovani ke non hanno esperienza ci cadono, un 30 anni fa un tale ke doveva avere almeno 25 anni più di me si mise a vendere profumi deodoranti…., e dopo qualke tempo….abbandonò…….

    Erika

    (agosto 7, 2018 - 1:37 pm)

    Salve, vengo proprio da quel mondo di cui si parla (juice plus) e confermo tutto ciò sopra detto.
    Sono manipolatori di vite, ti dicono cosa devi e cosa non devi fare..
    Persino che immagine devi mettere nel tuo profilo di Facebook.. cosa puoi e cosa non puoi pubblicare.
    Insomma parlano tanto di libertà ma di libero in quel mondo non c è nulla.
    Io personalmente sono scappata.

    Laura

    (agosto 7, 2018 - 9:41 pm)

    Io sono rivendrice prodotti fitline, e vi posso assicurare che la nostra azienda è seria, e non siamo invasati come certi rivenditori di altre aziende. Poi io chiedo sempre al paziente se ha problemi o prende pastiglie, in caso ha problemi diciamo sempre di rivolgersi al proprio medico xché ci teniamo. Una persona che ha usato x anni herbalife è stata male, da quando usa questi prodotti non ha avuto più problemi…

    Laura

    (agosto 7, 2018 - 9:52 pm)

    Io sono rivendrice di prodotti di un’azienda tedesca, e vi assicuro che noi non siamo invasati, e poi non va bene per niente perdere 15 kg in un mese perché non perdi grasso ma massa muscolare. Poi noi al cliente chiediamo sempre se ha avuto o ha problemi di salute, se prende pastiglie, e se così fosse chiediamo di rivolgersi al proprio medico se può, prima di tutto la salute. Inoltre quello che raccomandiamo sempre, di bere molto e mangiare sano. Ovviamente non siamo nutrizionisti, ma di prendere la cosa con serietà. Io, parlo per me ovviamente, non gioco sulla pelle degli altri. Conosco un po di persone che hanno usato herbalife e sono state male.

    Davide

    (agosto 8, 2018 - 12:01 am)

    Una che parla così dell’ azienda più importante nel settore della nutrizione e del controllo del peso, la dice tutta….
    Juice Plus l’evoluzione di Herbalife, sistema piramidale 😂😂😂😂😂😂
    Herbalife Nutrition esiste da 37 anni, fattura 8miliardi di dollari, ha circa 4 milioni di distributori e oltre 80 milioni di clienti, è quotata alla borsa di NY, è presente in 94 paesi, unica in Italia ad essere consigliata dal Coni e a collaborare con L’istituto di Medicina dello Sport.
    Per non parlare dello staff scientifico guidato da un premio Nobel e dall’inventore della piramide alimentare e della dieta a colori, nonché miglior nutrizionista D’America da oltre 9 anni.
    Non vi piace, preferite altro, ma almeno non raccontare falsità, perché nella vita contano i fatti.

    Gianluca

    (agosto 8, 2018 - 9:39 am)

    Da 34 nel network marketing, sempre con la stessa azienda ……. quante falsità in questo articolo e nei commenti , siamo persone serie ( alcune no ….. ma tutti gli avvocati lo sono ? Tutti i commercialisti lo sono ? Tuti gli esseri umani lo sono ? ) e il nostro compito è informare i possibili clienti di prodotti da noi commercializzati ed autorizzati dal ministero Sanita come prodotti da banco ( non occorrono lauree ) ovviamente ci sono aziende e aziende , la mia esiste da 60 anni nel mondo e da 45 anni in Italia , paghiamo le tasse ( legge 173 del 2005) quindi prima di fare di tutta l’erba un fascio …. INFORMATEVI e differenziate persone oneste sa persone disoneste , la mia azienda ( come altre ) fanno parte di AVEDISCO a tutela del collaboratore ma principalmente del consumatore . E voglio semplicemente dire che chi critica spesso è perché ha tentato ma non ne è stato capace …… non tutti sono umili di dire ci ho provato ma non faceva per me …… più facile accusare che il sistema non funziona o ancor peggio il prodotto non funziona ( non ci sono controindicazioni nei prodotti, almeno in quelli della mia azienda ) concludo dicendo che se comprate un prodotto nella grande distribuzione e non vi soddisfa ve lo ritirano e sostituisco ? Vi rendono i soldi ? Nella mia azienda si ….. meditate gente meditate

    Terry

    (agosto 8, 2018 - 10:24 am)

    Io mi sono informata proprio qualche settimana fa da una ragazza rappresentante di Juice Plus.
    All’inizio mi ha chiesto come fosse la mia alimentazione e se facessi attività fisica, e fin qui tutto bene. All’improvviso mi dice che ha capito di che prodotto avessi bisogno e mi ha detto il prezzo e le modalità di pagamento e voleva al più presto i miei dati.
    Comunque non mi ha mai chiesto né quale fosse il mio peso, non ha voluto una foto del mio corpo, non ha accennato a nessun tipo di esame da fare prima di intraprendere una dieta simile e tanto meno se soffrissi di qualche malattia.

    Daniela

    (agosto 8, 2018 - 9:18 pm)

    Io scrivo dalla Germania, ho un’amica che purtroppo ha perso la testa per questo “lavorare” per la Juice Plus, è cambiata molto, tutta la sua famiglia usa i prodotti Juice Plus ( e vi dico i bimbi hanno tutti e due meno di 5 anni) cosa di cui non vado d’accordo, per carità solo per il fatto che invece di dare pasti veri e propri ai tuoi figli dai shake e polveri per shake già lo trovo un vero e proprio lavaggio del cervello , per non contare il fatto che ormai è andata.. parla solo di questo prodotto che vende foto e post derivano tutti dalla lista To do dei suoi capi.. insomma non vado avanti… È diventata ormai una cosa ridicola e raccapricciante.
    Spero solo che un giorno si svegli e decida di tornare alla sua vita normale , del marito non dico più nulla si è portato nel business anche lui.. quindi non ci sono più possibilità di fargli cambiare idea anche perché se cerchi un confronto con loro ti rispondono solo che questi prodotti cambiano la vita ed in meeeglio, quindi il ritorno a quello che è “passato” è praticamente come dire a un musulmano di mangiare maiale… (Senza offesa)
    Posso solo consigliare a tutte le persone che prima di entrare in questi Business di pensarci veramente non due ma 100 volte.
    Saluti

    Mary

    (agosto 9, 2018 - 5:35 pm)

    Concordo pienamente con l articolo!!! Mi avevano infilato anche a me cosa che ne sono uscita subitissimo.
    Ma la cosa peggiore sapete qual e? Quando stressano una persona incinta a prendere queste cose dicendo che fanno nascere i bambini forti! Quando in realta una donna in gravidanza ( detto da medici) non puo far uso di questi prodotti . Ma l azienda o la gente che ci lavora obbliga a dire il contrario!!! Sono contenta che sia uscito questo articolo!!!

    Paola

    (agosto 11, 2018 - 6:17 am)

    Mi piacerebbe sapere se anche vi-salus ha le stesse “caratteristiche ” di juice plus

    Tracee

    (agosto 16, 2018 - 2:23 pm)

    En esta ocasión te has superado, de verdad genial artículo!!!

    Felicidades

    Maria

    (agosto 20, 2018 - 3:07 pm)

    Cara Selvaggia perché non indaghi anche sui prodotti
    FITLINE??!!!??????

    daniele

    (settembre 4, 2018 - 10:41 am)

    Buongiorno mi presento: Daniele, 34 anni e avvocato. Non conosco Juice Plus ma conosco il network marketing e i prodotti che vengono veicolati attraverso questo sistema.

    Ho delle riflessioni:

    1) A chi dice che i prodotti fanno male e sono consigliati da non esperti nel settore, vorrei chiarire che solitamente sono prodotti studiati e creati da medici nutrizionisti di fama mondiale.

    2) Non sono medicinali ma vero e proprio cibo solo in alcuni casi liofilizzato (come peraltro alcuni alimenti da supermercato dove nessuno sembra interrogarsi sul contenuto o sui valori nutrizionali). Per chi inorridisce al fatto di dare i prodotti a minori, mi dovrebbe spiegare perchè la stessa indignazione non viene mostrata per le merendine da supermercato piene di zuccheri e poca sostanza.

    3) I professionisti che operano nel Network marketing sono soggetti ad una specifica legge (legge 173/2005). Pagano le tasse e scaricano l’iva quando superano un certo reddito.
    Di questo mondo non fanno parte come diceva qualcuno solo disoccupati o giovani alle prime armi ma anche imprenditori (ved. Alfio Bardolla) e autonomi.

    Sul metodo di marketing mediante i social, si può discutere (in ogni settore ci sono cattivi e bravi professionisti, onesti e disonesti) ma infangare un sistema che peraltro pochi conoscono bene e che ha aiutato tante persone dal punto di vista economico e personale lo trovo aberrante.

    p.s. Le società di NM serie sono iscritte in Avedisco e sono trasparenti. Di quante altre aziende italiane e straniere possiamo dire lo stesso?

      Antonello Meloni

      (settembre 5, 2018 - 9:57 am)

      Nonostante, ai sensi della legge (lei mi insegna) non è vietato, ai suddetti operatori del sistema, vendere prodotti a terzi, dietro rilascio di regolare fattura, lo è dare consigli in merito all’assunzione. Allo stesso modo non è possibile consigliare comportamenti alimentari o diete quando non si è abilitati o non si hanno le competenze ed il profilo legale per farlo. Anche i rappresentanti di prodotti possono vendere farmaci ma non per questo li possono consigliare (anche trattandosi di farmaci SOP ed OTC) in quanto non sono abilitati alla prescrizione o dispensazione! L’art. 3 della Legge 396/67 e gli articoli 9 e 15 del TULS regolamentano e definiscono i requisiti utili per operare nel settore. Non nascondiamoci per cortesia dietro l’aspetto fiscale che francamente è il male minore. Nell’assunzione di integratori, sulla cui natura non entro in merito, non può valere l’equazione “se ha fatto bene a me farà lo stesso a te”, ne tanto meno “lo prendo da una vita quindi so come funziona”. Vogliamo poi analizzare i corsi di formazione? sono basati su studi indipendenti? l’azienda permette ad un suo operatore di consigliare il prodotto di un’altra marca se questo viene ritenuto migliore per chi ne fa uso? Diciamo che il sistema sfugge molto dalla logica convenzionale del prescrivere-dispensare-assumere. Un passo avanti? un’evoluzione? Lei che è un avvocato mi insegna che usufruire del Limbo normativo non è un bene per nessuno. Le diete ed i consigli alimentari, per lavoro, competono ai professionisti di cui sopra. Poi dire che uno diventa amico di tanta gente ed in amicizia consiglia prodotti che lui stesso usa e casualmente vende, beh sa un po di girare intorno all’ostacolo. Dovremmo smetterla con la faciloneria ed affidarci alla professionalità. Perchè se la deriva sociale è questa arriveremo a fare gli avvocati senza essere laureati in legge o progettare palazzi senza essere ingegneri!

    Cuidan de Tu salud | MundoDalud.org

    (settembre 15, 2018 - 2:14 pm)

    Un perfecto texto y bastante aconsejable. Saludos

    Petya Terziyska

    (settembre 16, 2018 - 9:46 am)

    Buongiorno a tutti , ho letto con grande interesse i commenti e sono veramente stupita! Credo che il problema più grave non è l’attacco di Sig.Lucarelli ,ma la gente che gli crede come se fosse l’autorità in questo settore. Ora ,io personalmente non conosco l’azienda Juis Plus ,ma conosco molto bene il settore del Network Marketing di cui faccio parte da parecchi anni e non solo ,ma decidendo di fare da professionista. Il punto è che la maggior parte delle persone non ha nemmeno le competenze per giudicare ,la Sig. Lucarelli può essere un ottima opinionista (è questo lo metto in dubbio ) ma di Network non ne capisce niente , altrimenti lei stessa lo avrebbe fatto! La tristezza e che le persone si fidano di persone come lei ,che non hanno ne le competenze ,ne le autorità di fare i commenti di questo genere! Juis Plus potrebbe essere è non essere un ottima azienda ,ma avrà dato la speranza a migliaia di donne che proprio come me qualche anno fa ,non riusciamo a conciliare lavoro e famiglia,io personalmente ho optato per un altra azienda di Network. Ora gente fatevi due domande e se veramente dovete fidarvi del l’opinione di qualcuno ,chiedete ad un professionista ,che svolge l’attività da anni. Come se fosse ho bisogno del l’avvocato , però vado a chiedere il parere della zia che non ne sa nulla!Buona giornata

    alessandro

    (settembre 17, 2018 - 7:40 am)

    Trattasi di PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE AI DANNI DEL CONSUMATORE in quanto i prodotti vengono additati come dietetici o farmacologici con il mero scopo di fare vendita.
    Inoltre viene perpetrato un vero e proprio LAVAGGIO DEL CERVELLO attraverso il quale si millantano facili guadagni e indipendenza economica sfruttando le debolezze delle persone.
    Queste sono delle vere e proprie SETTE.
    Meeting e formazioni a pagamento. Soldi che finiscono nelle tasche di…..?
    Fatevi 2 conti quanto costa affittare una sala di un albergo e quanti soldi vengono raccolti dalle tasche dei distributori.
    JUICE PLUS, VISALUS, ORGANO ce ne sono di reti commerciali dove troppoi distributori di questi sistemi piramidali spillano soldi ai malcapitati… E Le aziende lasciano fare…..
    Meditate gente… meditate…

      Petya Terziyska

      (settembre 17, 2018 - 8:25 am)

      Buongiorno Alessandro , mi fa molto piacere che condivide con noi il suo pensiero .Sono un po’ curiosa ,mi dica ,di cosa si occupa Lei nella vita ? Sì come io mi sono esposta personalmente ,gradirei che anche Lei faccia la sua parte. Mi dica qual’è la sua professione ? Se non risponde ,lo prendo come un offesa verso tutte le persone che svolgono la mia attività a tempo pieno e dedicano l’anima e corpo per cercare di sollevare questo settore che viene abbusato in continuazione.Mi risponda sinceramente ,non esca con la solita frase “qua non parliamo di me ” o cose simili .Mi piace confrontarmi con le persone che hanno le idee diverse dalla mia .A Lei la risposta……

        Mirko

        (settembre 17, 2018 - 1:19 pm)

        Sig. Alessandro, credo che prima di scrivere e fare il leone da tastiera (sindrome ahimè dilagante) dovrebbe sapere alcune cose:
        – esiste un’associazione di nome Avedisco che raggruppa tutte le aziende che agiscono nel network marketing in modo etico e legale sul territorio italiano e tutela gli incaricati delle stesse munendoli di regolare tesserino.
        – il lavaggio del cervello se lo fa fare chi ne ha poco, infatti consigliare un nuovo lavoro o prodotto non credo lo si possa chiamare lavaggio del cervello, e poi esiste il libero arbitrio.
        – Meeting e formazioni a pagamento non sempre, anzi, io non ho mai pagato e fatto pagare i miei incontri di formazione.
        – Sette e sistemi piramidali sono divinità pagane probabilmente a Lei care, Avedisco tutela su questo.
        Concludo dicendo che essere ignoranti, quindi ignorare, non conoscere l’argomento di cui si scrive, preclude delle responsabilità, che Lei si assumerà al momento opportuno.
        Saluti ai leoni, le streghe e i faraoni.

    Giuseppe

    (settembre 19, 2018 - 9:48 pm)

    Buonasera a tutti, ma i giornalisti non hanno di meglio da fare? occuparsi esempio dei politici che rubano? già è pericoloso, ti licenziano e chiudono il giornale, dei vaccini? peggio ancora, delle scie chimiche… non ne parliamo, del fatto che siamo all’84° posto come libertà di stampa?… manco a dirlo… allora bisogna occuparsi di dire che quelli che in qualche modo si danno da fare per migliorare la qualità di vita e di sviluppare dei talenti sono sbagliati perchè non hanno il titolo di studio, quindi devono evitare di migliorare la propria vita, perchè in questo modo gli schiavi si sentano valorizzati e non schiavi, schiavi anche se sono laureati, perchè non sono liberi di esprimere le proprie idee, ma debbono omologarsi al sistema gregge e riamanere sottomessi. Ho sentito tempo fa una frase, quelli che avevano la terza media hanno costruito l’Italia e dato occupazione, I laureati della Bocconi la stanno sfasciando,,,vedi Monti, Fornero, ecc

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