Altro che bikini e prova costume! A dicembre la vera sfida è resistere al profumo del panettone, tra canditi, uvetta, cioccolato e fette che sembrano moltiplicarsi sulla tavola. Ma sapete perché si chiama così? E chi lo ha inventato? Dietro il dolce più famoso del Natale italiano si nascondono leggende romantiche, cuochi distratti e persino un ragazzo innamorato. E per chi vuole cimentarsi ai fornelli, ecco anche la ricetta del panettone fatto in casa.
D’estate ci preoccupiamo della prova costume. A dicembre, invece, arriva una prova decisamente più golosa: quella del panettone!
E diciamoci la verità: tra pranzi in famiglia, cene con gli amici, brindisi e dolci natalizi, resistere alle tentazioni è praticamente impossibile.
Anche perché il panettone ha un potere misterioso. Puoi giurare di volerne assaggiare soltanto una fettina, ma poi arriva qualcuno che ti offre un altro pezzetto, magari accompagnato da una crema al mascarpone, e ogni buon proposito finisce nel dimenticatoio.
Ma prima di affondare il coltello in quella soffice cupola dorata, vale la pena scoprire qualcosa di più sulla sua storia.
Perché il panettone non è soltanto un dolce: è una tradizione che profuma di Milano, di Natale e di antiche leggende.
Chi ha inventato il panettone? La romantica leggenda di Ughetto e Adalgisa
Secondo una delle storie più affascinanti, il panettone sarebbe nato per amore.
Il protagonista è Ughetto degli Atellani, un giovane appartenente a una famiglia nobile milanese, innamorato di Adalgisa, la bella figlia di un fornaio.
Peccato che tra i due ci fosse un ostacolo non da poco: la differenza di condizione sociale.
Ughetto, però, non aveva alcuna intenzione di rinunciare alla ragazza.
Così, secondo la leggenda, si fece assumere nella bottega del padre di Adalgisa e cominciò a lavorare come garzone.
Il forno attraversava un periodo difficile e il giovane, desideroso di aiutare la famiglia dell’amata, ebbe un’idea: arricchire il pane con ingredienti preziosi come burro, zucchero, uova e uvetta.
Il risultato fu un successo.
I clienti cominciarono ad accorrere per acquistare quel pane dolce, la fortuna della bottega cambiò e Ughetto riuscì a conquistare il cuore di Adalgisa.
Una storia bellissima, anche se non documentata storicamente.
E pensare che tutto sarebbe nato dal desiderio di conquistare una ragazza!
Il panettone e il cuoco distratto di Ludovico il Moro
Un’altra leggenda ci porta alla corte di Ludovico il Moro, signore di Milano.
È la sera di Natale e nelle cucine del palazzo fervono i preparativi per un grande banchetto.
Il cuoco ha preparato un dolce speciale, destinato a concludere il pranzo dei nobili ospiti.
Ma accade il disastro.
Il dolce viene dimenticato nel forno e si brucia.
Il cuoco è disperato: come farà a presentarsi davanti a Ludovico il Moro senza il dessert?
A salvarlo interviene un giovane aiutante di cucina di nome Toni.
Il ragazzo ha preparato per sé un pane dolce con gli ingredienti rimasti a disposizione: farina, burro, zucchero, uova e uvetta.
Non c’è altra soluzione che portare in tavola quella preparazione improvvisata.
E, contro ogni aspettativa, gli ospiti ne rimangono entusiasti.
Quando chiedono come si chiami quel dolce straordinario, qualcuno risponde che è il pan de Toni.
Da qui, secondo la tradizione popolare, sarebbe nato il nome panettone.
Anche questa è una leggenda, non una ricostruzione storica certa. Ma bisogna ammettere che è davvero irresistibile.
Panettone fatto in casa: la ricetta classica con uvetta e canditi
Preparare un panettone in casa è una piccola avventura culinaria.
Non è una ricetta difficile soltanto per gli ingredienti, che sono piuttosto comuni, ma richiede pazienza, attenzione e soprattutto il rispetto dei tempi di lievitazione.
Per questa versione utilizziamo il lievito di birra, anziché il lievito madre tradizionale.
Il procedimento si svolge in quattro fasi, distribuite nell’arco di più giorni, con due riposi notturni in frigorifero.
Ingredienti per un panettone da circa 1,3 kg
Per la biga:
- 100 g di farina Manitoba
- 2 g di lievito di birra secco
- 60 g di latte intero tiepido
- 1 cucchiaino di malto, miele oppure zucchero
Per l’impasto:
- 50 g di farina Manitoba
- 350 g di farina 00
- 2 g di lievito di birra secco
- 4 uova medio-grandi
- 3 tuorli
- 160 g di zucchero
- 160 g di burro morbido
- 10 g di burro aggiuntivo per la superficie
- Scorza grattugiata di un limone non trattato
- 40 g di arancia candita
- 40 g di cedro candito
- 120 g di uvetta
- 1 baccello di vaniglia
- 5 g di sale
Prima fase: prepariamo la biga
In una ciotola versate la farina Manitoba, aggiungete il lievito secco, il latte tiepido e il malto oppure il miele.
Mescolate e lavorate gli ingredienti fino a ottenere un piccolo impasto omogeneo.
Formate una pallina, copritela e lasciatela lievitare per circa un’ora in un luogo tiepido, lontano dalle correnti d’aria.
Successivamente trasferitela in frigorifero e lasciatela riposare per tutta la notte.
Seconda fase: il primo impasto
Il giorno successivo togliete la biga dal frigorifero e lasciatela a temperatura ambiente per circa due ore.
Mescolate i 50 g di farina Manitoba con i 350 g di farina 00.
Prelevatene 200 g e versateli nella planetaria insieme alla biga, ai 2 g di lievito secco, a 60 g di zucchero e a due uova intere.
Lavorate con il gancio fino a ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
Aggiungete 60 g di burro morbido, poco alla volta, aspettando che ogni pezzetto venga assorbito prima di aggiungere il successivo.
Quando l’impasto sarà ben incordato, trasferitelo su un piano di lavoro, formate una palla e lasciatelo lievitare coperto per almeno due ore, o comunque finché avrà aumentato sensibilmente il volume.
Poi riponetelo nuovamente in frigorifero per circa dodici ore.
Terza fase: arrivano uvetta, canditi e vaniglia
Togliete l’impasto dal frigorifero e lasciatelo acclimatare per circa due ore.
Nel frattempo mettete l’uvetta in ammollo, grattugiate la scorza del limone e tagliate a dadini il cedro e l’arancia canditi.
Trasferite l’impasto nella planetaria e aggiungete la farina rimasta, le altre due uova, i tre tuorli e i semi del baccello di vaniglia.
Cominciate a lavorare con il gancio, poi unite lo zucchero restante, la scorza di limone e il sale.
Incorporate gradualmente i 100 g di burro rimasti, aspettando che l’impasto assorba ogni aggiunta.
Infine unite l’uvetta ben scolata e asciugata, l’arancia candita e il cedro.
Lavorate delicatamente per distribuire la frutta nell’impasto.
Formate una palla e lasciatela lievitare coperta per circa due ore, controllando che aumenti di volume.
Quarta fase: la lievitazione finale e la cottura
Trasferite l’impasto su un piano di lavoro e lavoratelo delicatamente per dargli una forma tondeggiante.
Sistematelo nell’apposito stampo da panettone da circa 1,3 kg e lasciatelo lievitare in un luogo tiepido finché la superficie arriverà vicino al bordo.
Il tempo necessario dipenderà dalla temperatura e dalla forza dell’impasto: potrebbero volerci diverse ore.
Togliete la copertura e lasciate asciugare leggermente la superficie per circa quindici minuti.
Con una lama affilata incidete una croce sulla cupola e sistemate al centro 10 g di burro.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 200 °C per circa 10-15 minuti, poi abbassate a 190 °C e successivamente, se necessario, a 180 °C.
Il tempo totale può aggirarsi intorno ai 50-60 minuti, ma è importante controllare la cottura con un termometro da cucina: al cuore il panettone dovrebbe raggiungere circa 92-94 °C.
Una volta sfornato, infilzatelo alla base con gli appositi ferri e lasciatelo raffreddare capovolto, come si fa per i grandi lievitati, in modo da ridurre il rischio che la cupola collassi.
Quando sarà completamente freddo, potrete finalmente tagliarlo.
E godervi il profumo del Natale!
Panettone con cioccolato o senza canditi? Le varianti più golose
Il panettone tradizionale divide da sempre gli italiani in due grandi categorie: quelli che adorano uvetta e canditi e quelli che li eliminerebbero senza pensarci due volte.
Per fortuna, preparandolo in casa, possiamo scegliere liberamente.
Chi ama il cioccolato può sostituire uvetta e canditi con gocce di cioccolato fondente.
Chi preferisce un gusto più delicato può utilizzare soltanto l’uvetta oppure arricchire l’impasto con scorza d’arancia.
E chi proprio non sopporta né uvetta né canditi?
Può tranquillamente preparare una versione semplice.
L’importante è rispettare la struttura dell’impasto e non esagerare con le aggiunte, per evitare di compromettere la lievitazione.
La prova panettone: come godersi le feste senza rinunciare alla linea
E veniamo alla questione che ci interessa quasi quanto la ricetta.
Come affrontare pranzi, cene e dolci natalizi senza arrivare a gennaio con il desiderio di nascondere la bilancia?
La risposta è meno complicata di quanto si pensi.
Non serve digiunare prima del cenone né eliminare completamente pasta, pane e dolci.
Meglio mantenere abitudini regolari, fare movimento e imparare a gustare quello che ci piace senza esagerare.
Una passeggiata dopo pranzo, una colazione equilibrata, frutta e verdura durante la giornata e porzioni ragionevoli possono aiutare a sentirsi bene anche nel periodo delle feste.
E attenzione a un piccolo equivoco: sostituire lo zucchero con il miele non significa eliminare le calorie. Anche il miele contiene zuccheri e va utilizzato con moderazione.
Quanto al panettone, non è necessario considerarlo uno strappo proibito alla dieta.
Una fetta, gustata con piacere, può trovare posto in un’alimentazione equilibrata.
A Natale vince chi si gode il panettone!
In fondo, le feste arrivano una volta all’anno.
E il loro bello è anche ritrovarsi intorno alla tavola, condividere ricette di famiglia, riscoprire sapori che ci accompagnano dall’infanzia.
Il panettone è uno di questi.
C’è chi lo preferisce appena tagliato, chi leggermente tostato, chi accompagnato da una crema al mascarpone e chi, invece, lo mangia persino a colazione il giorno dopo Natale.
E poi c’è l’eterna discussione: meglio il panettone o il pandoro?
Una questione che probabilmente non troverà mai una risposta definitiva.
Ma una cosa è certa: a dicembre la prova costume può aspettare. Adesso abbiamo una prova molto più importante, quella del panettone. E questa volta, diciamolo, siamo tutti felici di partecipare!

