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Tinto Brass, tutti quelli che gli hanno detto no: da Sophia Loren a Cristina Parodi, fino a Rosolino e Vanessa Gravina

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Il regista veneziano avrebbe voluto dirigere dive, giornaliste, cantanti, conduttrici televisive e persino campioni dello sport. Ma non tutti accettarono le sue proposte. Tra telefonate scambiate per scherzi, provini interrotti e sceneggiature troppo audaci, ecco i retroscena più curiosi del cinema di Tinto Brass.

Tinto Brass aveva un talento particolare: riusciva a immaginare una protagonista dei suoi film anche dove nessun altro avrebbe pensato di cercarla. Non soltanto tra le attrici, ma anche tra giornaliste, cantanti, conduttrici televisive e persino sportive. Bastava un sorriso, uno sguardo, un modo di muoversi davanti alle telecamere e il regista veneziano cominciava a fantasticare su un nuovo personaggio.

Non sempre, però, le sue proposte venivano accolte con entusiasmo. Anzi, nel corso della sua lunga carriera, Brass ha ricevuto una quantità sorprendente di rifiuti. Alcune donne erano lusingate, ma non se la sentivano di girare scene troppo audaci. Altre pensavano che fosse uno scherzo. E qualcuna finiva addirittura per litigare con lui.

Lo stesso regista, in diverse interviste, aveva ricordato divertito alcune delle donne che gli avevano detto di no. E nell’elenco figuravano nomi davvero sorprendenti. Ma non soltanto donne: anche alcuni uomini, tra attori e campioni dello sport, entrarono nei suoi progetti senza arrivare sul set.

Sophia Loren: il marito Carlo Ponti fermò tutto

Immaginate Sophia Loren protagonista di La chiave, il film del 1983 che rese ancora più celebre Stefania Sandrelli. Ebbene, Brass aveva pensato anche a lei per interpretare Teresa, la moglie che riscopre la propria sensualità attraverso un gioco di gelosie con il marito.

Il regista le fece leggere la sceneggiatura, ma il progetto non andò in porto. A intervenire, secondo il racconto di Brass, fu il marito della diva, il produttore Carlo Ponti, che non apprezzò affatto la proposta.

Anni dopo, ricordando quell’episodio, Brass raccontò che Ponti gli aveva rivolto una domanda decisamente colorita: «Ma cos’hai nel cervello?».

Il ruolo andò infine a Stefania Sandrelli, che accettò di mettersi in gioco e firmò una delle interpretazioni più discusse della sua carriera.

Monica Bellucci: disse no ai film di Brass, ma girò uno spot con lui

Anche Monica Bellucci figura tra le attrici che Tinto Brass avrebbe voluto protagoniste dei suoi film. Il regista raccontò di averle fatto una proposta, ricevendo però un rifiuto. Eppure i due hanno davvero lavorato insieme, anche se non sul set di una pellicola erotica.

Nel gennaio del 1997 si ritrovarono infatti alla Stazione Centrale di Milano per girare uno spot pubblicitario dei reggiseni Infiore. La pubblicità, diretta da Alessandro D’Alatri, vedeva entrambi davanti alla macchina da presa. Un incontro curioso tra il maestro dell’erotismo italiano e una delle donne più affascinanti del cinema internazionale. Insomma, Monica non diventò mai una delle muse cinematografiche di Brass, ma almeno una volta i due condivisero il set.

Alba Parietti: gli incontri finivano sempre in litigata

Tra Brass e Alba Parietti non mancavano certo le scintille. Il regista la voleva per Così fan tutte, il film del 1992 che avrebbe poi lanciato Claudia Koll, ma Alba non aveva alcuna intenzione di accettare.

I due si incontrarono più volte, parlarono di sceneggiature e possibili collaborazioni, ma non riuscirono mai a trovare un accordo. Anzi, secondo quanto raccontato dalla stessa Parietti, le discussioni finivano spesso in veri e propri litigi.

Alba ammirava il talento cinematografico di Brass, ma non condivideva il suo modo di rappresentare l’erotismo. E non voleva affrontare determinate scene, anche pensando al figlio Francesco.

In seguito accettò comunque di interpretare un film erotico, Il macellaio, diretto da Aurelio Grimaldi nel 1998. A dimostrazione che il suo rifiuto non riguardava necessariamente la sensualità sullo schermo, ma il tipo di cinema che Brass le proponeva.

Il regista, dal canto suo, ricordava quegli incontri come discussioni interminabili, concluse sempre senza un accordo.

Cristina Parodi: «Ho preferito il Tg5»

Questa è forse la storia più divertente. All’inizio degli anni Novanta, Tinto Brass aveva messo gli occhi su una giovane giornalista televisiva: Cristina Parodi.

La osservava mentre conduceva il telegiornale ed era convinto che potesse diventare una protagonista perfetta per il suo cinema. Così decise di contattarla per un provino di Così fan tutte.

Cristina, però, aveva appena conquistato il posto che sognava al Tg5 e non voleva rischiare di compromettere la propria carriera.

Nel 2006 raccontò al settimanale Chi di aver rifiutato la proposta perché non se la sentiva di entrare nel mondo del cinema erotico.

«Ho preferito il Tg5», spiegò, ricordando i sacrifici fatti per arrivare alla conduzione del telegiornale.

Il ruolo andò a Claudia Koll, che diventò una delle attrici più desiderate d’Italia, prima di intraprendere un percorso spirituale completamente diverso.

Cristina, invece, continuò la sua carriera giornalistica e televisiva. Due destini che avrebbero potuto essere molto differenti, se quella telefonata avesse avuto un altro finale.

Claudia Pandolfi: chiuse il copione dopo aver letto una scena troppo piccante

Tra i rifiuti più divertenti c’è quello di Claudia Pandolfi, che ha raccontato tutto nel 2023, durante un’intervista a Belve con Francesca Fagnani.

L’attrice aveva ricevuto una sceneggiatura di Brass, ma rimase particolarmente colpita da una scena nella quale la protagonista, sdraiata sul letto, giocava a una versione decisamente insolita di «m’ama, non m’ama», utilizzando i peli pubici al posto dei petali di un fiore.

Claudia non ebbe dubbi: chiuse il copione e rinunciò alla parte.

Eppure del regista conservava un ricordo molto piacevole. Raccontò infatti che, nonostante il rifiuto, il pranzo trascorso insieme a Brass era stato uno dei più divertenti della sua vita.

Insomma, niente film, ma almeno una bella risata.

Orietta Berti: la proposta per Monella e la telefonata alla mamma

Chi avrebbe mai immaginato Orietta Berti in un film di Tinto Brass? Eppure anche l’amatissima cantante ha raccontato di aver ricevuto una proposta dal regista.

Il film era Monella, uscito nel 1998, ma attenzione: Brass non voleva certo trasformarla in una protagonista erotica. Secondo Orietta, le aveva proposto una parte secondaria, quella di una madre o di una sorella, assicurandole che non avrebbe dovuto spogliarsi.

La cantante ha raccontato anche un episodio esilarante: quando Brass telefonò a casa sua, a rispondere fu la mamma, che lo identificò immediatamente come il regista di quei film tanto audaci.

Orietta, però, aveva già un altro impegno professionale e fu costretta a rinunciare.

Il particolare più curioso è che Brass, anni dopo, disse di non ricordare con precisione quella proposta. Non escluse di averla contattata, ma ricordava vagamente un possibile ruolo diverso, forse militare.

Due versioni non perfettamente coincidenti, che rendono l’aneddoto ancora più singolare.

Barbara Bouchet: anche lei rifiutò La chiave

Barbara Bouchet era già un’icona della commedia sexy italiana quando, secondo il suo racconto, Tinto Brass le propose di interpretare La chiave.

L’attrice preferì rifiutare.

Il regista, però, quando gli fu chiesto di commentare l’episodio, ammise di non ricordare quella specifica proposta. Spiegò di aver incontrato e valutato moltissime attrici per il ruolo di Teresa, prima di scegliere Stefania Sandrelli.

Una cosa è certa: La chiave fu un film difficile da assegnare, perché diverse interpreti erano intimorite dalle scene previste dalla sceneggiatura.

Stefania Sandrelli: dopo La chiave disse no a Miranda

E pensare che anche Stefania Sandrelli, una delle attrici più celebri del cinema di Brass, a un certo punto gli disse di no.

Dopo il successo di La chiave, il regista avrebbe voluto lavorare nuovamente con lei per Miranda, il film del 1985 che avrebbe poi reso famosissima Serena Grandi.

Ma Stefania, dopo aver letto la sceneggiatura, non se la sentì di accettare.

A raccontarlo è stata lei stessa nel dicembre 2025, ospite di Francesca Fagnani a Belve. L’attrice ha ricordato anche il particolare provino per La chiave, avvenuto in un negozio di biancheria intima.

Il rapporto artistico con Brass, insomma, le aveva regalato un grande successo, ma questo non significava che fosse disposta ad accettare qualsiasi proposta.

Vanessa Gravina: vide i pantaloncini del provino e scappò!

Anche Vanessa Gravina, oggi amatissima dal pubblico televisivo per il ruolo di Adelaide di Sant’Erasmo ne Il paradiso delle signore, avrebbe potuto entrare nell’universo cinematografico di Tinto Brass. Ma la sua esperienza finì ancora prima di cominciare.

Come ha raccontato l’attrice in un’intervista, si era presentata a un provino per il regista veneziano quando, a un certo punto, le consegnarono un paio di pantaloncini minuscoli che avrebbe dovuto indossare. Vanessa li guardò e capì immediatamente che quella non era la strada che voleva percorrere. Così, anziché cambiarsi e sostenere il provino, preferì andarsene. Una fuga che non le ha certo impedito di costruire una lunga carriera tra cinema, teatro e televisione.

Luisella Costamagna: anche la giornalista disse no a Tinto Brass

Anche Luisella Costamagna avrebbe potuto entrare nel mondo del cinema erotico. Il regista veneziano aveva infatti messo gli occhi sulla giornalista, apprezzandone il fascino e la personalità televisiva. Già nel 2010 Brass aveva fatto pubblicamente il suo nome tra le conduttrici che avrebbe voluto dirigere, insieme a Miriam Leone ed Elisa Isoardi.

E il 4 novembre 2026, ospite di Alberto Matano a La vita in diretta, Costamagna è tornata sull’argomento, raccontando il suo incontro mancato con il cinema di Brass. Una carriera che avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa, ma che è proseguita nel giornalismo e nella televisione.

Mara Venier: quel provino in cui Brass le chiese di spogliarsi

Anche Mara Venier ha raccontato di aver incrociato il cammino del regista veneziano.

Durante un’apparizione televisiva da Fabio Fazio, la conduttrice ha ricordato un provino con Brass, nel corso del quale le venne chiesto di spogliarsi.

Mara non accettò e la collaborazione non si concretizzò.

Un episodio curioso, soprattutto pensando alla carriera che avrebbe poi costruito come uno dei volti più popolari della televisione italiana.

Roberta Lanfranchi: la possibile Lolita di Brass

Anche Roberta Lanfranchi, ballerina e conduttrice televisiva, figura tra i nomi accostati ai progetti di Tinto Brass. Secondo un retroscena da approfondire, il regista avrebbe pensato a lei per un film ispirato a Lolita, il celebre romanzo di Vladimir Nabokov. Una scelta decisamente insolita, che avrebbe portato sul grande schermo un volto conosciuto soprattutto per la televisione. La collaborazione, però, non si concretizzò.

Federica Pellegrini: dalla piscina al cinema erotico? No, grazie!

Tinto Brass non cercava le sue muse soltanto nel mondo dello spettacolo. A colpirlo fu anche Federica Pellegrini, la campionessa di nuoto che aveva conquistato l’Italia con i suoi successi sportivi.

Il regista dichiarò pubblicamente che l’avrebbe vista benissimo in uno dei suoi film, apprezzandone il fascino e la personalità.

Federica, però, non aveva alcuna intenzione di cambiare mestiere.

Anni dopo spiegò che non avrebbe accettato neppure un film tradizionale, perché non si sentiva attratta dalla carriera di attrice.

Una risposta che non lasciava molto spazio a ulteriori tentativi di convincimento.

Loredana Bertè, Patty Pravo e Carmen Llera: le altre donne che Brass sognava sul set

Nella lunga lista dei progetti mai realizzati compaiono anche nomi legati alla musica e alla letteratura.

Tinto Brass raccontò di aver cercato di coinvolgere Loredana Bertè, tanto che, anni dopo, la moglie Caterina Varzi ritrovò nell’archivio del regista il bozzetto di un costume pensato proprio per la cantante.

Brass non ricordava più a quale film fosse destinato, ma quel disegno dimostrava che il progetto aveva preso forma almeno sulla carta.

Il regista dichiarò inoltre di aver cercato, senza successo, Patty Pravo. E nell’elenco delle donne che avevano rifiutato le sue proposte inserì anche Carmen Llera, scrittrice e moglie di Alberto Moravia.

Tre personalità molto diverse, accomunate dal fatto di aver attirato l’attenzione di un regista sempre alla ricerca di volti insoliti per il suo cinema.

E gli uomini? Il curioso provino di Adriano Pappalardo e il no di Roberto Rossellini

Le donne erano indubbiamente al centro del cinema di Brass, ma il regista non si limitava a cercare interpreti femminili.

Nel 2022 ricordò, per esempio, di aver fatto sostenere un provino anche ad Adriano Pappalardo, il cantante dalla voce potente e dal carattere esuberante.

Non precisò per quale film lo avesse preso in considerazione, né raccontò di un vero e proprio rifiuto da parte dell’artista.

Tra gli uomini che invece gli dissero di no compare anche un nome sorprendente: Roberto Rossellini. Brass raccontò di aver proposto al grande regista neorealista di recitare in un suo film, ma Rossellini non accettò.

Un episodio che dimostra quanto fossero imprevedibili le scelte di Brass, capace di immaginare davanti alla macchina da presa tanto un cantante popolare quanto uno dei padri del cinema italiano.

Massimiliano Rosolino: il campione di nuoto al posto di Gabriel Garko?

E a proposito di campioni di nuoto, anche Massimiliano Rosolino sarebbe entrato nei progetti cinematografici di Tinto Brass. Secondo un retroscena, il regista avrebbe pensato proprio a lui per Senso ’45, il film del 2002 ambientato durante la Seconda guerra mondiale, ma Rosolino disse no. Il ruolo andò invece a Gabriel Garko.

Tinto Brass e tutti quei no che non lo fermarono mai

Sophia Loren, Monica Bellucci, Alba Parietti, Cristina Parodi, Claudia Pandolfi, Orietta Berti. E poi Vanessa Gravina, Luisella Costamagna, Mara Venier, Stefania Sandrelli, che dopo aver accettato La chiave preferì rinunciare a Miranda. Senza dimenticare i personaggi che Brass avrebbe voluto coinvolgere nei suoi film, da Roberta Lanfranchi ai campioni di nuoto Federica Pellegrini e Massimiliano Rosolino.

I rifiuti e le collaborazioni mancate raccontano un lato meno conosciuto della carriera del regista veneziano. Dietro ogni film c’erano provini, telefonate, incontri, trattative e sceneggiature che passavano di mano in mano.

A volte bastava una scena troppo audace per far scappare un’attrice. Altre volte erano gli impegni professionali, il pudore o semplicemente la voglia di seguire un percorso diverso.

Ma Brass non si scoraggiava. Se una protagonista diceva di no, ne cercava un’altra. E qualche volta proprio quei rifiuti finirono per regalargli i suoi successi più grandi.

Senza il no di Cristina Parodi e Alba Parietti, forse non avremmo mai conosciuto Claudia Koll in Così fan tutte. E senza le tante esitazioni intorno a La chiave, Stefania Sandrelli non avrebbe interpretato uno dei ruoli più discussi della sua carriera.

Perché anche nel cinema, come nella vita, un no può cambiare il destino di qualcun altro.

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