Si chiama Lisa Maria Cetorelli, ha 45 anni e sostiene di essere la sorella del conduttore di Caduta libera. In un’intervista esclusiva racconta il loro rapporto, il segreto di famiglia e la battaglia per il riconoscimento di paternità.

Un segreto di famiglia, una sorella rimasta nell’ombra per oltre quarant’anni e un test del DNA che potrebbe cambiare tutto. Max Giusti ha una sorella segreta? A sostenerlo è Lisa Maria Cetorelli, 45 anni, proprietaria di un negozio di abiti vintage a Milano, protagonista di una clamorosa intervista pubblicata dal settimanale Dipiù, a firma della giornalista Raffaella Ponzo.
La donna racconta di essere figlia di Gianfranco Giusti, padre del popolare conduttore televisivo, e di avere conosciuto Max molti anni fa. Non solo: secondo Lisa, i due avrebbero avuto per lungo tempo un vero rapporto da fratello e sorella, prima che qualcosa cambiasse.
«Max ha detto di essere figlio unico, ma ci sono anch’io»
A ferire profondamente Lisa sarebbe stata una dichiarazione del conduttore durante un’intervista televisiva a Verissimo.
«Max una sorella ce l’ha: sono io, la sua sorella segreta», racconta a Dipiù, spiegando di essersi sentita cancellata dalla vita di un fratello che, a suo dire, conosceva da molti anni.
La storia comincia a Roma, nel quartiere Portuense. La madre di Lisa, Ada, era sposata con Domenico Cetorelli e aveva già tre figli quando, secondo il racconto della donna, iniziò una relazione con Gianfranco Giusti. Le due famiglie abitavano nello stesso palazzo.
Lisa sarebbe nata proprio da quella relazione, ma a riconoscerla e crescerla fu Domenico, l’uomo che considerava suo padre.
A rivelarle la presunta verità sulle sue origini sarebbe stata la nonna materna, quando aveva appena sei anni.
L’incontro con Max Giusti e gli anni trascorsi da fratelli
Per molto tempo Lisa avrebbe desiderato conoscere Max, più grande di lei di tredici anni. L’occasione arrivò quando aveva vent’anni e seppe che il conduttore si sarebbe esibito in teatro ad Assisi.
Gli fece recapitare un mazzo di fiori con il suo numero di telefono. Secondo il suo racconto, Max la chiamò quella stessa sera e i due parlarono per oltre tre ore.
Da quel momento sarebbe nato un rapporto fatto di telefonate, incontri e confidenze. Lisa sostiene che Max la presentasse anche ad altre persone come sua sorella e che suo figlio lo chiamasse affettuosamente «zio Max».
Un legame che, sempre secondo la donna, si sarebbe interrotto quando lei decise di intraprendere la strada giudiziaria per ottenere il riconoscimento ufficiale della paternità.
Il test del DNA: probabilità di paternità del 99,99%
È questo il particolare più sorprendente della vicenda. Lisa racconta di essersi sottoposta, il 23 luglio 2026, a un test privato del DNA, con prelievo effettuato presso Tor Vergata, a Roma.
Il suo campione, confrontato con quello fornito separatamente da Gianfranco Giusti, avrebbe indicato una probabilità di paternità del 99,99 per cento.
Un risultato importante per Lisa, ma la questione non è ancora chiusa sul piano giudiziario. Sarà infatti un giudice a stabilire se sussistano i presupposti per il riconoscimento legale della paternità.
Lisa Maria Cetorelli vuole il riconoscimento dei suoi diritti
Oggi Lisa non cerca un riavvicinamento sentimentale con Max Giusti. Il suo obiettivo è ottenere il riconoscimento della propria identità e vedere tutelati i diritti che ritiene le spettino per legge.
Dopo anni di silenzi, racconti familiari e tentativi di chiarimento, ha deciso di portare avanti la sua battaglia nelle sedi giudiziarie.
Una storia destinata a far discutere, raccontata per la prima volta sulle pagine di Dipiù, che solleva interrogativi su un passato familiare finora sconosciuto al grande pubblico.
Per il momento si tratta della versione di Lisa Maria Cetorelli, supportata, secondo quanto da lei riferito, dalla documentazione raccolta. Max Giusti non ha ancora fornito, nell’ambito di questa ricostruzione, la propria versione dei fatti.




