Cinema Divertimento Feste e tradizioni Halloween Natale Spettacolo

Nightmare Before Christmas: perché Jack chiama Babbo Natale “Babbo Nachele”? Tutti i segreti del film di Tim Burton

Please follow and like us:
Pin Share

Perché Jack Skeletron è convinto che Babbo Natale assomigli a una gigantesca aragosta rossa? E perché continua a chiamarlo “Babbo Nachele”? Sono due delle curiosità più divertenti di “Nightmare Before Christmas”, il capolavoro d’animazione che da oltre trent’anni accompagna Halloween e Natale, conquistando bambini e adulti con i suoi personaggi bizzarri, le atmosfere gotiche e le indimenticabili canzoni.

Uscito nel 1993, il film racconta la storia di Jack Skeletron, il re della Città di Halloween, uno scheletro alto e magrissimo che, stanco di organizzare ogni anno la stessa festa, scopre per caso il Paese del Natale e decide di impossessarsene.

Peccato che Jack, abituato a vivere tra fantasmi, vampiri, streghe e mostri, non abbia la minima idea di che cosa sia davvero il Natale.

Ed è proprio da questa incomprensione che nascono alcune delle scene più esilaranti del film.

Ma dietro “Nightmare Before Christmas” si nascondono anche tanti altri segreti: dalle quattrocento teste costruite per Jack al vero regista del film, fino alla voce italiana del protagonista, che appartiene a un cantante famosissimo.

Perché Jack pensa che Babbo Natale sia un’aragosta?

Una delle scene più divertenti arriva quando Jack, dopo aver visitato il Paese del Natale, torna nella sua città e cerca di raccontare agli abitanti ciò che ha scoperto.

Il problema è che i suoi concittadini non riescono proprio a comprendere quella festa così strana.

Per loro, abituati a spaventare il prossimo, è inconcepibile che qualcuno possa divertirsi senza mostri, urla e scherzi terrificanti.

Quando Jack mostra una calza natalizia, gli abitanti immaginano che possa contenere qualcosa di spaventoso. Quando parla dei regali, pensano a oggetti capaci di mordere, esplodere o terrorizzare i bambini.

A quel punto, esasperato, Jack decide di descrivere Babbo Natale usando un linguaggio che i suoi amici possano comprendere.

Lo presenta così come un sovrano dalla voce profonda, una creatura gigantesca, tutta rossa, simile a un’aragosta.

Ma perché proprio un’aragosta?

Il riferimento nasce dall’aspetto di Babbo Natale, con il suo enorme vestito rosso, ma soprattutto dal modo in cui Jack lo trasforma, attraverso la fantasia, in una creatura mostruosa.

Nel mondo di Halloween, infatti, persino il più innocuo dei personaggi deve avere qualcosa di terrificante.

E così il bonario vecchietto che distribuisce doni diventa una specie di mostro dalle grandi chele.

La cosa più divertente è che Jack non sta cercando di spaventare i suoi amici: sta semplicemente tentando di convincerli che il Natale è una festa meravigliosa.

Ma, per farsi capire, finisce per raccontarla nel modo più sbagliato possibile.

Il mistero di Babbo Nachele: un gioco di parole che arriva dall’inglese

Ed eccoci alla curiosità più interessante.

Perché Jack chiama Babbo Natale “Babbo Nachele”?

La spiegazione si trova nella versione originale del film.

In inglese Babbo Natale si chiama Santa Claus, ma Jack lo chiama Sandy Claws.

I due nomi hanno una pronuncia molto simile, ma il significato cambia completamente.

Claws, infatti, significa “artigli” oppure “chele”.

Ecco spiegato perché, nella canzone in cui presenta Babbo Natale agli abitanti di Halloween, Jack lo paragona proprio a una gigantesca aragosta.

Il nome Sandy Claws diventa così parte dello scherzo: non più il dolce Babbo Natale, ma un misterioso personaggio dotato di enormi chele.

Nel doppiaggio italiano, i dialoghisti hanno trovato una soluzione particolarmente ingegnosa.

Hanno trasformato Sandy Claws in Babbo Nachele, un nome che conserva il riferimento a Babbo Natale, ma introduce anche la parola “chele”.

Una trovata che permette al pubblico italiano di comprendere la battuta senza conoscere l’inglese.

Ecco perché Jack continua a chiamarlo così anche quando ordina ai tre piccoli mostriciattoli Vado, Vedo e Prendo di rapirlo.

Per lui, ormai, Babbo Natale è diventato Babbo Nachele.

Jack non capisce il Natale: il vero significato del film

Dietro questa gag apparentemente innocente si nasconde uno dei messaggi più importanti di “Nightmare Before Christmas”.

Jack è affascinato dal Natale, ma non riesce a comprenderne davvero il significato.

È conquistato dalle luci, dalla neve, dagli alberi decorati e dall’atmosfera di gioia che si respira nel villaggio.

Tuttavia, quando prova a riprodurre quella magia nella Città di Halloween, continua a ragionare come il re delle zucche.

Ecco perché i giocattoli costruiti dai suoi concittadini diventano regali terrificanti.

I bambini, anziché ricevere doni meravigliosi, si ritrovano davanti mostri, creature inquietanti e oggetti spaventosi.

Jack non vuole fare del male a nessuno. Al contrario, è convinto di regalare felicità.

Ma commette un errore fondamentale: cerca di trasformare il Natale in qualcosa che conosce, invece di accettarlo per ciò che è.

Soltanto alla fine comprenderà che non deve necessariamente diventare qualcun altro per trovare la felicità.

Non è Tim Burton il regista di Nightmare Before Christmas

Questa è una delle curiosità che sorprendono maggiormente gli spettatori.

Tutti conoscono “Nightmare Before Christmas” come il film di Tim Burton.

Eppure, a dirigerlo non è stato Burton, ma Henry Selick.

Tim Burton ha ideato la storia, creato i personaggi principali e prodotto il film, imprimendogli il suo stile inconfondibile.

La regia, però, è stata affidata a Selick, grande esperto di animazione a passo uno, che in seguito avrebbe diretto anche “Coraline e la porta magica”.

Il progetto nasce da un’idea che Burton aveva sviluppato già nei primi anni Ottanta, quando lavorava alla Disney.

Inizialmente aveva immaginato una storia ispirata a una celebre poesia natalizia americana, trasformandola in un racconto popolato da scheletri e creature fantastiche.

L’idea, però, era considerata troppo insolita per diventare subito un film.

Soltanto diversi anni dopo, grazie anche al successo conquistato da Burton come regista, il progetto ha finalmente preso vita.

Per realizzare Jack sono state costruite quattrocento teste

Oggi siamo abituati ai film d’animazione realizzati al computer, ma “Nightmare Before Christmas” è nato attraverso un lavoro artigianale incredibilmente complesso.

Il film è stato realizzato con la tecnica della stop-motion, conosciuta anche come animazione a passo uno.

I personaggi non sono disegni, ma veri pupazzi tridimensionali.

Gli animatori li spostavano di pochissimo, fotografavano ogni movimento e ripetevano l’operazione migliaia di volte.

Proiettando le fotografie in rapida successione, i pupazzi sembravano prendere vita.

Per realizzare il film sono stati necessari circa tre anni di lavoro.

E c’è un particolare davvero sorprendente: per Jack sono state create circa quattrocento diverse espressioni facciali, riprodotte attraverso teste intercambiabili.

Ogni volta che il protagonista sorrideva, parlava, cantava o mostrava tristezza, gli animatori dovevano scegliere la testa più adatta.

Un lavoro di straordinaria precisione, soprattutto considerando quanto Jack sia espressivo pur essendo uno scheletro senza occhi veri e propri.

In Italia Jack ha la voce di Renato Zero

Un’altra curiosità riguarda il doppiaggio italiano.

A prestare la voce a Jack Skeletron è stato Renato Zero, che ha interpretato sia i dialoghi sia le canzoni del protagonista.

Una scelta particolarmente felice, considerando quanto il cantante romano abbia sempre amato i personaggi teatrali, i costumi eccentrici e le atmosfere fantastiche.

La sua voce rende Jack malinconico, ironico, romantico e, a tratti, irresistibilmente buffo.

Nella versione originale, invece, il protagonista ha due interpreti.

Chris Sarandon gli presta la voce nei dialoghi, mentre Danny Elfman interpreta le parti cantate.

Elfman è anche il compositore dell’intera colonna sonora, una delle caratteristiche più amate del film.

Le canzoni, infatti, non sono semplici intermezzi musicali: raccontano i pensieri dei personaggi e fanno avanzare la storia.

Il cane Zero ha un naso che ricorda una zucca

Tra i personaggi più amati del film c’è anche Zero, il fedele cane fantasma di Jack.

Con il suo corpo trasparente e le lunghe orecchie fluttuanti, Zero accompagna il protagonista nelle sue avventure.

Ma c’è un dettaglio che non tutti notano.

Il suo naso luminoso ricorda una piccola zucca di Halloween.

Ed è proprio quella luce a diventare fondamentale quando Jack decide di partire con la slitta nella notte di Natale.

Zero si mette alla guida delle renne scheletriche, illuminando il percorso attraverso la nebbia.

Un evidente richiamo a Rudolph, la celebre renna dal naso rosso che aiuta Babbo Natale a orientarsi durante il viaggio.

Anche in questo caso, il film prende una tradizione natalizia e la trasforma in qualcosa di perfettamente adatto al mondo di Halloween.

Sally, la bambola di pezza che capisce tutto prima degli altri

Se Jack è il protagonista più famoso, Sally è probabilmente il personaggio più saggio della storia.

Creata dal dottor Finklestein, è una bambola di pezza composta da parti cucite insieme, che può perfino staccarsi gli arti e ricomporli.

Il suo aspetto può sembrare inquietante, ma Sally possiede una sensibilità che manca a molti abitanti della Città di Halloween.

È innamorata di Jack e, soprattutto, comprende fin dall’inizio che il suo progetto di sostituirsi a Babbo Natale finirà male.

Cerca più volte di avvertirlo, ma lui è talmente entusiasta della propria idea da non volerla ascoltare.

Sally rappresenta così la voce della prudenza e dell’amore, mentre Jack incarna il desiderio di cambiare vita senza aver compreso fino in fondo ciò che sta cercando.

Ed è proprio il loro rapporto a regalare al film uno dei finali più romantici del cinema d’animazione.

Il Bau Bau è un sacco pieno di insetti

Il cattivo della storia è il terrificante Bau Bau, conosciuto nella versione originale come Oogie Boogie.

A prima vista sembra un enorme mostro ricoperto da un sacco di juta.

Ma quando il suo rivestimento viene aperto, si scopre che al suo interno si nasconde una moltitudine di insetti e piccoli animali striscianti.

Un’immagine decisamente inquietante, che rende il personaggio uno dei più spaventosi del film.

Il Bau Bau vive in un ambiente pieno di trappole e giochi d’azzardo, circondato da colori e atmosfere che ricordano un macabro spettacolo da varietà.

Anche la sua canzone è diversa dalle altre: ha un ritmo che richiama il jazz e il blues, contribuendo a rendere il personaggio ancora più originale.

Nightmare Before Christmas è un film di Halloween o di Natale?

È la domanda che gli appassionati si pongono ogni anno.

“Nightmare Before Christmas” va guardato il 31 ottobre oppure durante le feste natalizie?

La risposta più semplice è: in entrambi i periodi.

Il film comincia nella Città di Halloween, tra scheletri, fantasmi e zucche illuminate, ma la storia si sviluppa intorno alla scoperta del Natale.

È proprio l’incontro tra queste due feste apparentemente opposte a renderlo così particolare.

Halloween rappresenta il mondo che Jack conosce, quello nel quale è diventato famoso e rispettato.

Il Natale, invece, simboleggia qualcosa di nuovo, misterioso e affascinante.

Il protagonista cerca di unire i due mondi, ma deve imparare che ciascuno possiede una propria identità.

E forse è proprio questa la ragione per cui il film continua a essere amato da generazioni diverse.

Il segreto di Nightmare Before Christmas: imparare ad amare ciò che siamo

Dietro gli scheletri danzanti, i mostri buffi e le canzoni indimenticabili, “Nightmare Before Christmas” racconta una storia sorprendentemente umana.

Jack ha tutto: è famoso, ammirato e considerato il re della sua città.

Eppure non è felice.

Sente che nella sua vita manca qualcosa, anche se non riesce a capire esattamente che cosa.

Quando scopre il Natale, pensa finalmente di avere trovato la risposta.

Ma soltanto dopo aver combinato un disastro comprende che non deve rinunciare alla propria identità per essere felice.

Deve piuttosto imparare a guardare con occhi nuovi ciò che possiede già.

E forse il dettaglio più tenero del film è proprio questo: Jack cerca la magia in un mondo lontano, senza accorgersi che qualcuno, Sally, lo ama già così com’è.

Quanto a Babbo Nachele, la gigantesca aragosta rossa dalle enormi chele, resterà per sempre uno degli equivoci più divertenti della storia del cinema d’animazione.

Perché soltanto Jack Skeletron poteva guardare Babbo Natale e vedere, al posto di un vecchietto buono e sorridente, un terrificante mostro di Halloween.

Please follow and like us:
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *