Selvaggia Lucarelli stappa e stoppa i beveroni di Juice Plus

Festeggiamenti col botto, quelli per i quarantaquattro anni – portati alla grande – di Selvaggia Lucarelli. Dopo aver rincarato la dose sull’inchiesta contro Juice Plus, è giunta la notizia, proprio il 30 luglio, il giorno del compleanno, che l’Antitrust indagherà sui prodotti “dimagranti”.

Insomma, la bella Selvaggia ha stappato metaforicamente i “beveroni” e allo stesso tempo ha stoppato la loro incredibile e discutibile ascesa.



Ma andiamo per grandi, ecco una parte degli ultimi articoli di Selvaggia. L’inchiesta è stata talmente vasta, che anche sul quotidiano Il Fatto è stata pubblicata in una forma ridotta.

“Tutti hanno codici intestati ad altri e l’azienda- o senz’altro parte di essa- lo sa ma fa finta di niente, del resto almeno con quelli più grossi le conviene. Ogni tanto nota irregolarità e chiude codici perché comunque la pratica è vietata, ma è anche la stessa manager Rosita a darci indicazioni su chi favorire e far salire di qualifica”.

Ecco qui la prima puntata della mia inchiesta su Juice Plus e Unstoppable. (questa è sugli aspetti più economici e tecnici, oggi pomeriggio parleremo di diete, il discorso “setta o non setta?” e altro)

Mi spiace per chi ha creduto di poter fare la scalata nell’azienda giocando tutti la stessa partita, ma l’idea che mi sono fatta è che no, purtroppo per chi ha investito tempo e soldi, non è esattamente così. Ho suddiviso la mia inchiesta in vari settori, dal sistema dei codici aperti a zii e nonne per salire di qualifica (per verificare ho acquistato da una delle più ricche e note venditrici, Simona Mazzotta) ai metodi per aggirare le regole e in alcuni casi le leggi.
Buona lettura, specie per Avedisco, Antitrust e compagnia bella.

Dopo aver studiato per settimane il sistema di vendita Juice Plus (azienda multilevel che vende barrette e beveroni per dimagrire con 70 milioni di fatturato nel 2017), i profili e le attività dei venditori che sono diventati leader (alcuni dei quali milionari), dopo aver letto circa 25 000 testimonianze di compratori, venditori, ex colleghi dei pezzi più importanti dell’azienda ed aver incontrato alcuni di loro, posso dire con certezza due cose: a) che è la questione-anche a livello giornalistico- più sottovalutata della storia. (coinvolge circa 200 000 persone solo in Italia) b) che la questione è un pozzo nero e profondo in cui si nascondono (bene e maldestramente, a seconda dei casi) una lunghissima serie di palesi irregolarità e di comportamenti borderline. Il tutto, ai danni di chi compra e di chi vende onestamente.

L’origine di tutte le questioni più ambigue o chiaramente scorrette è Unstoppable il cui fondatore nonché socio unico è Paolo Meucci, direttore marketing di Juice Plus. Inoltre, tutti i principali elementi di Unstoppable partecipano alle convention ufficiali di Juice Plus (raccontando anche la loro esperienza sul palco) e frequentano/incontrano i pezzi grossi dell’azienda.

Cos’è UNSTOPPABLE e qual è (nei fatti) il suo ruolo all’interno dell’azienda Juice Plus.

Come saprete, le aziende che operano nel segmento multilevel, devono rispettare regole alcune delle quali mirate proprio ad evitare che utilizzino il famoso schema piramidale/Ponzi (vietato dalla legge). Inoltre, le aziende devono rispettare tutta una serie di direttive che sul sito Juice Plus vengono indicate con chiarezza.
Unstoppable è una società a parte, il cui scopo è la formazione dei venditori che scelgono di aderire al loro team.

I formatori sono loro stessi venditori Juice plus e il grande capo è Paolo Meucci detto Il Faraone che è anche direttore marketing di Jp da molti anni. Gli altri pezzi importati sono i due fratelli Stefano e Andrea Orrù (dal 2014), Claudio Capozza, Stefano Duvalloni, Cristiano Renzini (che però è detestato da Meucci&co) e alcune donne si cui parleremo in seguito.

Secondo le regole del multilevel ricordate da Avedisco “Le Imprese devono fornire un’adeguata formazione e addestramento per mettere in grado gli Incaricati di operare in modo etico e professionale. Le imprese non dovranno utilizzare la formazione come fonte di guadagno”.
Qui, il guadagno, in effetti è presumibilmente di Meucci, quindi risolto il problema.
La società Unstoppable organizza eventi formativi (a pagamento), feste per chi ha raggiunto alcuni obiettivi di vendita, convention (a pagamento), vende merchandising. Ha sede in America, il socio unico è Meucci, che in America possiede anche un’altra società che ha il nome dei suoi cani. (E varie proprietà)
La Unstoppable, nei suoi siti di formazione, tramite le famose zoom (chat di gruppo), tramite video e file inviati, insegna/suggerisce/invita perentoriamente I SUOI VENDITORI a fare e dire tutta una serie di cose in netta contraddizione con le regole che Juice Plus impone sul suo sito ufficiale.

In pratica, sembrerebbe fare il famoso lavoro sporco (ma qui crediamo all’azienda, quando dice che non sa/non vede) . La Juice Plus dice “noi vietiamo questo e quello”, la Unstoppable invita i suoi venditori a fare esattamente l’opposto, così l’azienda (come ha fatto con me quando ho chiesto spiegazioni) può dire: “Ma noi non siamo Unstoppable e non sappiamo cosa fanno gli Orrù”.

Peccato che Meucci lavori per Juice Plus da 20 anni e la Unstoppable sia LUI. Peccato che lo stesso Meucci faccia cose contro le regole dell’azienda e del mercato. Peccato che girino brochure e file di Unstoppable quando l’azienda ha già la sua linea guida sul sito. Bizzarro che me ne sia accorta io in poche settimane e non Juice Plus in tanti anni.

I NUMERI E IL CONTENZIOSO CON IL FISCO
Secondo la stessa Juice Plus da me interrogata sulla questione, ci sarebbero 40 000 acquirenti e 25 mila venditori Juice plus. (il reclutamento venditori sarebbe in calo del 30% nell’ultimo mese) L’Italia è il paese europeo col fatturato più alto, 45 milioni nel 2016 schizzato a 74 milioni nel 2017. Il fatturato ha cominciato a impennarsi nel 2014 quando i venditori si sono trasferiti nella quasi totalità su fb (prima funzionava l’antico porta a porta) e quando da un’idea dei gemelli Orrù è nata Unstoppable per “formare” i suoi venditori all’utilizzo di fb. (poi vedremo con quali regole) L’azienda, nonostante dichiari un rapporto cristallino col fisco, in seguito ad accertamenti, nel 2017 ha dovuto pagare 228 063 euro per irregolarità nei versamenti irap e ires.

SE NON COMPRI, NON VENDI
Avedisco, che è l’ Associazione Italiana a cui aderiscono le più importanti aziende di network marketing, ha la funzione di controllare il corretto comportamento commerciale delle aziende (Juice Plus ha superato la selezione e ne fa parte). E’ davvero bizzarro, però, come tante delle regole di Avedisco che quest’anno ha anche premiato vari venditori Juice Plus, sembrano totalmente ignorate dall’azienda in questione.
Non solo, c’è una legge specifica che regola il network marketing (n.173) a tutela del consumatore dalle vendite piramidali. Tale legge dichiara che “nei confronti dell’incaricato alla vendita non può essere stabilito alcun obbligo d’acquisto”.

La Juice Plus dichiara sul sito che per diventare venditore basta versare 60 euro per l’attivazione del codice venditore. Nei fatti però, l’azienda non attiva il codice direttamente. Se telefoni ti dicono di mandare una mail e ti affideranno a un coach. E già questo è bizzarro. Perché l’azienda non ti apre direttamente il codice? Il coach (che quindi attenzione, non è l’azienda) dice SEMPRE o quasi che se vuoi vendere devi comprare i prodotti. La litania che insegna Unstoppable è sempre la stessa (gli Orrù e tutti i venditori la ripetono tipo mantra): “Tu sei il prodotto, non puoi vendere se non lo conosci e non ci credi. Devi essere un esempio”.

Meucci si spinge più in là. In più di un video ripete che dovresti comprare Juice Plus tutta la vita. (Avedisco stessa ricorda che non è consentito proporre acquisti continuativi al venditore) Nella sostanza, tramite Unstoppable e gli altri team, ti aprono il codice se spendi 60 euro più 500/600 euro di prodotti circa.

Se non compri non accedi neppure al sito di formazione Unstoppable. Considerato che, come ricorda Meucci solo il 2% dei clienti compra Juice Plus una seconda volta, questo è un ottimo sistema per incassare subito 12 milioni di euro dai 25 000 venditori che si rigenerano ogni anno. Sia chiaro. Il metodo è ambiguo. Molti dicono esplicitamente “se non compri NON PUOI avere il codice”. Altri te lo consigliano con insistenza e se non cedi, spesso non ti rispondono più. Juice plus è classificato multilevel, ma l’obbligo di una quota d’accesso è tipica degli schemi piramidali più he del multilevel. Ok, nessuno ti punta una pistola alla tempia, ma di fatto, se non compri, non vendi.

Eppure Avedisco nel codice etico ricorda: “Le Imprese non devono richiedere né incoraggiare gli incaricati ad acquistare scorte di prodotti, né imporre acquisti di prodotti.”
Si ricorda anche che sempre nel codice etico di Avedisco si legge: “Le imprese e gli incaricati non devono indurre un Consumatore ad acquistare prodotti in base alla prospettazione che egli potrà ridurre o recuperare il prezzo d’acquisto segnalando altri consumatori per
acquisti simili, se tali riduzioni o recuperi dipendono da un evento futuro incerto.”. Qui, il futuro è incertissimo.
La grande venditrice Giaccardi, in alcune chat è inflessibile: se non compri non vendi. Non solo: Claudio Capozza, prima di far accedere le nuove venditrici nel sito di formazione vuole vedere il codice acquisto dei prodotti. Tutto scritto.

MULTILEVEL O SCHEMA PIRAMIDALE?
La legge vieta schemi piramidali, lo avete capito. Le differenze principali tra schemi piramidali e multilevel sono: le aziende multilevel vendono un prodotto, negli schemi piramidali non si vende nulla. Nel multilevel puoi guadagnare una percentuale dalle vendite dei venditori sotto la tua linea ma anche vendendo solo prodotti. Negli schemi piramidali si guadagna solo tramite il reclutamento di nuovi investitori. Negli schemi piramidali guadagnano solo quelli in cima alla piramide, nel multilevel no, in teoria partono tutti con le stesse possibilità. Nel multilevel chi sta sotto di te può guadagnare più di te. Sostanzialmente, i multilevel e Juice Plus sarebbero sistemi meritocratici. Chi è più bravo, guadagna.

Dunque. In Juice Plus c’è il prodotto, è vero. Si guadagna il 10% anche solo dalla vendita diretta, è vero. Sul resto, c’è molto da dire.
Secondo la legge “è vietata la promozione di tutte quelle operazioni che configurano possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento”.
Già nel 2011 Meucci scriveva “Andare solo sul prodotto quasi non ne vale la pena, noi dobbiamo andare su chi ama il sistema e crede che è possibile uno stile di vita alla cui base c’è il reddito PASSIVO della rete”.

Meucci lancia spesso contest mirati SOLO alla sponsorizzazione, ovvero al reclutamento di nuovi venditori.
“A un certo punto ero ferma. La verità è che non si arriva alle qualifiche più alte senza avere persone sotto. Ho telefonato a Meucci per un consiglio e mi ha detto che dovevo PERDERE MENO TEMPO CON I CLIENTI e concentrarmi nel procacciare nuovi incaricati. Togli chat clienti e fai chat business, trova almeno due/tre venditori al giorno. Da allora sono cresciuta in modo esponenziale”. Lo dice in un video la venditrice Masha Urbani ad altre venditrici che le chiedono i segreti per salire di livello. Nel vedere i video delle loro “zoom” su YouTube è evidente che del prodotto, delle proprietà, dei benefici, si parla molto poco. Si parla sempre di reclutamento e business.

L’azienda stessa promuove bonus basati non solo sulle vendite ma anche sul reclutamento. Il 1000/1 per esempio: se fai 1000 euro di fatturato e recluti un nuovo venditore a cui DEVI vedere anche dei prodotti, vieni premiato.
“Il vero business è il reclutamento perché un nuovo entrato dura in media due anni in cui guadagna nulla, spende molto e inserisce almeno 10 nuovi venditori.”, mi dice un ex collaboratore di Meucci. “E se hai una rete vasta, tratti direttamente con l’azienda, non sei più un comune venditore”. Chi è in alto arriva a guadagnare fino al 37% sul prodotto contro il 10 di chi parte. E’ chiaro che il reclutamento è il cuore del business. Sostanzialmente è Il Titanic: in alto c’è la prima classe, sotto migliaia di piccoli venditori che mettono il carbone nei motori.

I CODICI FINTI/ CHI SONO QUELLI CHE GUADAGNANO DI PIU’ E PERCHÉ SONO PARENTI….
Se è vero che nel multilevel esiste la meritocrazia e così in Juice Plus (come ricordano tutti i leader), se è vero che i venditori bravi, statisticamente, sono pochi, pochissimi, se è vero che secondo tutte le statistiche sui reali guadagni nel multilevel, chi guadagna qualcosa è lo 0,qualcosa per cento dei venditori (in Italia per Jp sono 25 000 l’anno), è decisamente bizzarro che nella lista dei primi 25 più ricchi, tra gli italiani, si trovino: al primo posto il solito Paolo Meucci (100 000 euro al mese), al secondo Stefano Duvalloni da sempre in Juice Plus, terzo Claudio Capozza ex maestro di tennis di Meucci (60 000 euro al mese circa, ha la fidanzata Alessandra Sinibaldi in forte ascesa), a seguire in ordine sparso Ross Furnaro in jp da sempre, boss numero uno in Europa, Claudia Campagnacci moglie di Stefano Duvalloni (50 000 al mese circa, con parenti vari in forte ascesa), Serena Accai fidanzata di Paolo Meucci, Cristiano Renzini ex collega di Stefano Duvalloni (50 000 al mese), Debora Capri moglie di Renzini (50 000 al mese, con sorella e parenti in rapida ascesa), Alice Tura, Stefania Giaccardi, Simona Mazzotta (che ha il marito Andrea Crocco in rapida ascesa). Poi c’è Andrea Orrù che col fratello guadagna 50 000 euro al mese (a testa). Tutti o quasi parenti e in Juice plus dalla prima ora, guarda caso. Tutti sotto Meucci che con la sua “generazione di venditori” fattura 6 milioni l’anno.

I gemelli Andrea e Stefano Orrù, in effetti, sono arrivati dopo, nel 2014, per cui si potrebbe pensare che ce l’abbiano fatta. Chiedo a una persona che lavorava in Juice plus come siano saliti così tanto di livello tardi rispetto agli altri ma rapidamente. “E’ stato liquidato con molti soldi Lucio E., un venditore della prima ora subito sotto Meucci. La sua posizione l’hanno rilevata gli Orrù.”. Se è vero, si sale di qualifica anche prendendo il posto di un altro, pratica mai sentita e non so quanto lecita. (non posso chiedere ai diretti interessati, visto che tutti mi negano un’intervista)

Ma andiamo oltre. Come mai nelle stesse famiglie ci sono venditori così talentuosi? Possibile che quello 0,1 per cento di venditori fenomenali che diventano ricchissimi, sono tutti o quasi moglie e marito? Bizzarro. Un nepotismo che nemmeno in politica durante la prima repubblica. E qui si apre un’altra questione che a quanto pare è il segreto di Pulcinella in Juice Plus e che ammazza il discorso meritocrazia a colpi di barrette dietetiche.
“Tutti quanti i pezzi grossi e quelli sotto di loro gestiscono più codici da venditore. Hanno il loro personale, ma lo aprono anche a madri, padri, nonne, figli, fratelli, sorelle, amici. In realtà molti di questi parenti non vendono nulla, ma finendo subito sotto i grandi venditori si ritrovano con qualifiche altissime e guadagnano cifre da capogiro senza fare nulla.”. Mi raccontano questo sistema sia ex venditrici e venditori vicini a Meucci, Capozza e Renzini che ex dipendenti Juice Plus.

Io stessa, tramite un’amica, per verificare queste dichiarazioni provo a comprare da uno dei primi 25 venditori d’Europa, Simona Mazzotta. Mi avevano raccontato che il marito Andrea, pur facendo un altro lavoro e senza avere pagine fb particolarmente mirate alla vendita, stava salendo di qualifiche molto rapidamente. Simona mi risponde quasi subito, prova a vendermi altre cose, alla fine ottengo un booster (90 euro). Le chiedo di pagare io tramite link, anziché farlo compilare a lei. Lei mi passa il link. Lo apro. E’ il la pagina venditore del marito Andrea, quindi il mio acquisto è addebitato sul codice del marito pur avendo io contattato lei.
La ragione è semplice: i venditori più in alto non hanno più bisogno di vendere, preferiscono far crescere i venditori sotto così da guadagnare pure sulle loro vendite e farli salire di qualifica. Ecco perché sono i parenti e gli amici ad andare avanti. Qualcuno lo fa anche per non aprire partita iva (si apre solo oltre i 6000 euro l’anno di guadagno, con parziale e regolare tassazione alla fonte) e spalmare gli acquisti su vari codici. C’è addirittura chi fa comprare prodotti ad amici e parenti per poi fare o far fare il reso della merce un mese dopo. Intanto, quel mese scattano i bonus.

Un ex collega di Meucci mi conferma “Meucci ha iniziato col sistema dei codici gestiti da lui, la sua collaboratrice Marzia G. che operava nell’ambito medico idem. All’inizio non essendoci fb si cercavano medici che proponessero il prodotto e clienti nell’ambito dei pazienti. Meucci, Marzia e altri aprivano molti codici fittizi per avere bonus. Io stesso aprii codici a miei parenti, moglie, fratelli, genitori…Poi vendevo io però. Le indicazioni me le dava Meucci. Lui addirittura aveva codici intestati a gente inesistente, con nomi di calciatori… e cinque codici intestati, pratica vietata. Ero plagiato mentalmente, quando me ne andai da quel mondo piansi una notte intera”.

Conferma tutto un ex dipendente Juice Plus: “Tutti hanno codici intestati ad altri e l’azienda- o senz’altro parte di essa- lo sa ma fa finta di niente, del resto almeno con quelli più grossi le conviene. Ogni tanto nota irregolarità e chiude codici perché comunque la pratica è vietata, ma è anche la stessa manager Rosita B. a darci indicazioni su chi favorire e far salire di qualifica.

Qui in ufficio arrivano borse firmate per lei, vino, regali vari dai venditori, ovviamente poi ognuno di noi favorisce in qualche modo “gli amici”. Io per primo ho aiutato le persone amiche truccando i bonus. Una come la Coco S., rumena, ha vari codici, tra cui quello del fratello Peter che neppure sa l’italiano. Non solo. Caricano sui codici “amici” anche molte vendite che avvengono direttamente sul sito (su cui si possono comprare direttamente i prodotti, senza tramite). Quindi tu compri le capsule sul sito e io carico quella vendita sul codice di chi mi dicono o di chi decido io. Non avviene sempre, ma spesso.”.

La venditrice Veronica C., in una nota audio inviata a una venditrice, dice che il leader Capozza carica le vendite sul codice della fidanzata Alessandra. Lei stessa dice di averle girato un pacchetto. E aggiunge che Alessandra le ha suggerito di aprire un codice a nome del marito Antonio perché ormai ha troppo fatturato. Suggerisce lei stessa alla venditrice di aprirsi un secondo codice.
Un altro ex venditore di un altro team mi fa ascoltare una nota audio di una venditrice che gli suggerisce di aprire un codice a nome di sua moglie, visto che lui è un impiegato pubblico e per legge non può avere una seconda attività. “La venditrice Cristina M. ha aperto codici alla madre Cinzia e al padre, idem Sara S. che ha aperto codici a marito, cognata, alla madre Sandra e pure la nonna. Sono persone con pagine fb inattive, spesso pensionate che non hanno mai venduto nulla. Tant’è che alle varie convention, pur avendo qualifiche elevate, non si vedono mai”, mi dicono più persone dell’azienda.

Una ex venditrice mi racconta: “Se penso a come ero mi vergogno. Raccontavo palle, avevo 4 codici aperti a madre padre e sorella. Guadagnavo 8000 euro al mese ma non ero più io”.

Insomma, se siete i Forrester avete buone possibilità di guadagnare. Se siete orfani e vedovi, meglio il gratta e vinci.

L’inchiesta è proseguita con numerosi post dettagliati. E finalmente qualcosa si è smosso, come ha annunciato la stessa Selvaggia:

Qualcosa si muove: riguardo Juice Plus, l’antitrust ha finalmente aperto un procedimento ai sensi dell’articolo 27 e 6 (pubblicità ingannevole, pratiche commerciali scorrette, violazione del diritto dei consumatori, clausole vessatorie etc). Ed è solo l’inizio, probabilmente. (tra l’altro nel 2017 la Jp ha pagato 228 000 euro al fisco per irregolarità fiscali dopo un accertamento, nonostante dica di essere così integerrima)

Alla luce delle domande che mi avete fatto e delle ultime cose che mi avete mandato che come tema principale hanno il tema economico e “la paura” sempre legati a Juice Plus, vi chiarisco alcune cose. (vi dico solo che ho ricevuto anche 2000 messaggi su Jp in una sola giornata e non finiscono mai)

1) qualora voleste ancora diventare venditrici, sappiate che NESSUNO vi può obbligare a comprare il prodotto. Pagate i 60 euro di attivazione codice e BASTA. La storia inventata da Unstoppable “siete il prodotto del prodotto”, è, come sottolineato dai capi stessi in varie chat, un modo per fare cassa. Fine. Se in virtù del fatto che non comprate non vi fanno accedere alla formazione (e capirai..) o non vi fanno aprire il codice sappiate che oltre a essere un metodo ricattatorio, l’imporre l’acquisto ai venditori è vietato. ( e lo vieta UFFICIALMENTE anche jp) Salvate le conversazioni. E denunciate ad Avedisco. (so che alcuni di voi l’hanno denunciato all’azienda, inascoltati. Bah) Ho visto chat con una serie considerevole di ricatti e messi in atto dai pezzi grossi, non dagli ultimi arrivati. Ed è molto grave.

2) Ai venditori: NON dovete fare recupero crediti. Il recupero crediti lo fanno le aziende. Juice plus non ha una sezione recupero crediti e sono problemi suoi. In realtà, dei debiti dei clienti, non dovrebbe esserne al corrente la vostra upline. Se i debitori sono contattati dall’upline, peggio: per la legge della privacy NON si può. Lei non può ricevere numeri di telefono di clienti non suoi. Vedo che anche in questi giorni le solite BALDE giovani vi fanno pressing per farlo. Ecco, è un atteggiamento vessatorio e potrebbe essere passibile di denuncia. Una ragazza ha denunciato due venditori per stalking.

3) Aprire codici a nonna e marito e gestirli per conto loro è una pratica diffusa, così come caricare le vendite su questo o quello per sbloccare bonus etc. Ho già spiegato che vantaggi ne traggano e ne abbiano tratto tanti di Unstoppable (specie i più ricchi) e altri team. Ho ascoltato vari audio in cui gli upline consigliano di farlo anche agli altri, ho parlato con dipendenti di Juice plus che hanno caricato personalmente acquisti dal sito (“orfanelli”, li chiamano) su codici di venditrici che erano amiche di questo o quella, ho ascoltato chi ha registrato codici falsi e così via. Ricordatevi che certe manager a cui arrivavano borse e prosciutti hanno la percentuale sulle vendite, ergo… Bene. Cioè, male. Vi sconsiglio vivamente di continuare con questi giochini perchè potrebbero configurarsi reati di varia natura. Spero che tanti dipendenti di jp siano più onesti di altri e non si prestino a questa roba, anche perchè si assumono una serie di rischi. Suppongo (e spero) che l’azienda si stia muovendo legalmente per capire se è vittima di una truffa a dir poco collettiva. (…). O denuncerà solo me? 😉 Io comunque SE me lo chiede ho molte prove che potrebbero esserle utile, sa dove trovarmi…

4) Altra cosa molto grave. Riguardo gli imminenti corsi UG, ho visto messaggi intimidatori delle solite balde capette UNSTOPPABLE della serie: oggi avete preso lo stipendio quindi NON avete scuse, comprate i 275 euro di corso con gli Orrù. Addirittura, se qualcuno non compra il corso, deve scrivere che non lo farà PUBBLICAMENTE e poi “verrà segnalato”. Idem per biglietti di convention all’estero etc… (“pubblicate la ricevuta ora”). Amiche. Se volete rimpinguare le casse di Unstoppable siete ovviamente liberissime di farlo, ma questi metodi vessatori e intimidatori cominciano a sembrare quelli di certe telefonate della Marchi. Ragionate con la vostra testa. A proposito, la società Unstoppable generation risulta stranamente in perdita in Italia (-1200 euro, soci Scarretta, i due Orrù, Meucci), in compenso la Unstoppable generation in Florida è appunto molto Florida. (socio unico Meucci, che ha comprato varie proprietà e che ha anche un’altra socetà, la Rocco Gina, ovvero i nomi dei suoi cani) . Ma perchè due società con lo stesso nome? E perchè Meucci, Capozza e il loro agent registered Ruiz non investono un po’ qui anzichè comprare in America? Fate girare un po’ l’economia qui in Italia, ne abbiamo bisogno, su.

5) Infine. Vi hanno imposto di bloccarmi. Di non leggermi. Ecco, questa roba qui è davvero un atteggiamento da setta. Fate come vi pare, ma vi consiglio di continuare a informarvi, perchè i problemi dell’azienda sono anche i vostri. Le vostre upline continuano a rassicurarvi dicendo che mi denunciano, mi querelano etc. Sì, sarà così e da queste parti si fa un lavoro (duro come in questo caso) per cui lo si mette costantemente in conto, ma questo non vuol dire nulla. Io pure domattina posso denunciare voi con qualsiasi pretesto, bisogna poi vedere cosa ne penserà un giudice, degli argomenti. In 16 anni e 5000 articoli circa ho vinto non so quante cause (qualcuno mi ha anche pagato le spese legali per avermi trascinata in tribunale senza motivo) e preso due multe (e ancora non sono sentenze definitive) , il mio lavoro lo so fare. Anzi, io me lo auguro di arrivare in un tribunale. Servirà San Siro per tutta la gente che si è offerta di venire a testimoniare. Sono arrivate le prime minacce anche a mio figlio, qualcuno di Unstoppable ha chiamato un noto personaggio offrendogli dei soldi per attaccarmi sui social, sono stata diffidata da legali, sono stata insultata in varie chat dalle venditrici che poi scrivono post zuccherosi su come sono serene e felici.
Io vado avanti. E sapete perchè? Perchè so di essere nel giusto. E perchè c’è chi, per i metodi di Unstoppable, è stato male. E sta ancora male. Psicologicamente, emotivamente, economicamente.
Non abbiate paura, parlate.
Alla prossima.

Che dire, bravissima Selvaggia, continua così e tanti auguri! #unstoppable

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Autore dell'articolo: Raffaella Ponzo

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